L'INTERROGATIVO

L’Aquila, edifici puntellati: «reggono fino ad una scossa di magnitudo 2,2»

L’allarme dei cittadini dopo la riapertura di alcuni locali

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Puntellamenti l'aquila

L’AQUILA. Collemaggio e gli altri edifici puntellati a L’Aquila sono antisismici?
Quali pericoli si corrono ad entrare lì dentro? A camminare sotto i palazzi imbracati? Questa le domanda che si pongono almeno 406 cittadini, e girate al sindaco Cialente durante il Consiglio Comunale aperto del 10 gennaio scorso sulla sicurezza.
406 firme di liberi cittadini fino ad ora raccolte per chiedere garanzie di sicurezza sugli edifici puntellati e non ristrutturati del centro storico dell’Aquila. Una richiesta che va avanti da molte settimane anche perché in alcuni locali è tornata a vivere la movida notturna. I più preoccupati sono i genitori che chiedono certezze e garanzie per i loro figli.
«La risposta del sindaco non ha fornito garanzie di sicurezza antisismica», spiegano Patrizia Di Cristofaro e Daniela Piancatelli. «Il sindaco ha, infatti, ribadito che una certificazione antisismica per i puntellamenti non è prevista per legge».
Se è così, gli aquilani sospettano che forse il legislatore non ha ipotizzato che a qualcuno potesse venire l’idea di aprire al pubblico un edificio parzialmente crollato, gravemente danneggiato e puntellato, per un aperitivo o un concerto. Ma invece è stato fatto ed ora resta l’incognita sulla pericolosità.
Solitamente, infatti, le opere provvisionali servono a rendere fruibili gli edifici inagibili per consentire le operazioni di restauro/riparazione in sicurezza. E anche a L’Aquila si sperava che dovessero servire a questo e non ad altro.
Il sindaco ha aggiunto che «in caso di scossa fino a 2, 2 e qualcosa, non ci sono problemi», oltre non si sa.
Per il resto, lo spettacolo offerto dagli eletti durante il Consiglio comunale («a parte l’eccezione di pochi consiglieri veramente e seriamente impegnati ed informati») ha generato nei cittadini presenti una sensazione di sconforto.
«Hanno iniziato in ritardo» hanno protestato Di Cristofaro e Piancatelli, «e a fronte di argomenti così impegnativi c’è chi legge, chi telefona, chi “messaggia”, chi esce per fumare, chi parla per proprio conto certamente di questioni più importanti della sicurezza. E’ persino emerso che la stessa convocazione del Consiglio, per errore, è stata diffusa come seduta aperta mentre non lo era. Lo sconforto è dilagato quando abbiamo saputo che anche la mattina, durante il Consiglio aperto riguardante il problema della perdita dei posti di lavoro a L'Aquila, il comportamento è stato pressochè lo stesso. Di fronte al problema serissimo della catastrofe della perdita di lavoro di tante persone che cercano con impegno e dignità di andare avanti, il muro di gomma dell'Amministrazione Comunale ha aiutato il cittadino a sentirsi accolto, ascoltato, aiutato.
Per quanto ci riguarda, andremo avanti per esigere garanzie di sicurezza. A questo punto la domanda è: se non c’è garanzia certificata di sicurezza antisismica come è possibile, in zona sismica, tenere aperti questi edifici?»