LAVORO E DIRITTI

Abruzzo. Sciopero in Sevel, «l’azienda ha iniziato rappresaglia antisindacale»

«Cambi repentini di turni e ritorsioni»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3371

Abruzzo. Sciopero in Sevel, «l’azienda ha iniziato rappresaglia antisindacale»

Sevel

ATESSA. Un centinaio di lavoratori avevano incrociato le braccia lo scorso 14 dicembre per 8 ore.
Gli operai hanno protestato così contro una presunta collocazione non idonea di operai con ridotte capacità fisiche in postazioni incompatibili nonostante il parere contrario del medico competente aziendale. Ma lo sciopero era anche per protestare contro l’aumento dei ritmi produttivi e carichi di lavoro e la produzione in straordinario nelle giornate di sabato e domenica notte del mese di novembre scorso nonostante il periodo di Cassa Integrazione ordinaria stabilito tra fine ottobre ed inizi di novembre.
Dopo quella giornata di protesta, sostiene adesso la Usb di Chieti l’azienda avrebbe iniziato «una vera e propria rappresaglia antisindacale e discriminatoria».
I sindacati di base parlano di «minacce e ritorsioni» nei confronti degli aderenti allo sciopero con cambi repentini di turno che crea forti disagi soprattutto a coppie di coniugi ai quali, a seguito della collocazione sullo stesso turno lavorativo, «viene impedito di assolvere in pieno le funzioni genitoriali e di assistenza dei figli minori».
«E’ evidente», contestano i lavoratori, «l’obiettivo di mettere a tacere il dissenso crescente, già avviato con l’introduzione a partire da gennaio 2012 del Contratto collettivo specifico di primo livello Fiat che riduce l’agibilità sindacale per le organizzazioni sindacali non firmatarie come la scrivente ed altre come la Fiom e Failms e non garantisce i salari europei promessi».
La USB ha avviato, con l’ausilio dei propri legali, iniziative «atte a ripristinare i diritti negati contenuti nello Statuto del Lavoratori e nelle norme legislative che tutelano le lavoratrici ed i lavoratori».

L’azienda del gruppo Fiat produce il Ducato e con i suoi oltre 6.000 addetti, è la più importante fabbrica metalmeccanica del centro Italia. Negli ultimi mesi l'Usb della Sevel ha costituito «la banca delle ore di sciopero»: di fronte alle inadempienze dell'azienda nei confronti dei lavoratori vengono spedite «lettere di contestazione» a cui, in mancanza di adeguate risposte, segue una relativa sanzione in termini di ore di sciopero.