PROCESSI CROLLATI

Terremoto L’Aquila, confermato il proscioglimento di Denis Verdini

Per Cassazione inammissibile ricorso procura

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Denis Verdini

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L’AQUILA. La Sesta sezione penale della Cassazione ha dichiarato «inammissibile» il ricorso presentato dalla Procura dell'Aquila.
I magistrati avevano presentato appello contro la sentenza del Tribunale aquilano che, il 14 ottobre 2011, aveva dichiarato il non luogo a procedere «perchè il fatto non sussiste» nei confronti del coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e dell'imprenditore fiorentino Riccardo Fusi.
I due erano accusati di tentato abuso di ufficio nella gestione degli appalti post-terremoto, in Abruzzo, dopo il sisma del sei aprile 2009.
L'udienza si è svolta in camera di consiglio. Tra un mese saranno depositate le motivazioni della decisione della Suprema Corte. Secondo la Procura, Verdini attraverso le sue amicizie politiche, avrebbe favorito il Consorzio 'Federico II', nato ad hoc dopo il terremoto, nel quale erano presenti Fusi e tre imprenditori aquilani. La posizione dell'unico imprenditore aquilano indagato, Ettore Barattelli, presidente del Federico II sul quale si erano concentrate le indagini, è stata archiviata su richiesta della stessa procura prima dell'udienza preliminare. Lo scorso 2 agosto la Camera dei Deputati aveva negato l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni di Verdini. Era poi seguita la sentenza di non luogo a procedere. 


Alle indagini della Procura dell'Aquila ha preso parte anche il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia Olga Capasso, distaccata all'Aquila per rinforzare le attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose. L’indagine era una costola di quella della Procura di Firenze sul G8 della Maddalena e sui grandi eventi che portò all'arresto dell'ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, e a indagare l'ex capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso.