CRISI E LAVORO

Abruzzo. Micron, ancora 13 settimane di cassa per 700 dipendenti

Le istituzioni locali compatte per sollecitare il futuro governo

Redazione Pdn

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La sede in Colorado

AVEZZANO. Micron Technology Italia, nell'ambito della vertenza occupazionale e produttiva in atto nello stabilimento di Avezzano (L'Aquila), ha annunciato in una nota di aver inoltrato oggi formalmente a Confindustria «la richiesta di prolungare la procedura di cassa integrazione ordinaria per ulteriori 13 settimane, a partire dal 4 febbraio 2013, che interesserà un massimo di 700 persone contemporaneamente».
Inoltre, sempre per bocca del Responsabile Risorse Umane e Affari Generali di Micron Italia, Fabrizio Famà, l'azienda ha mostrato la volontà di non abbandonare il sito marsicano mostrando disponibilità a collaborare con istituzioni e sindacati e annunciando di essere «vicini alla definizione di un piano industriale che consentirà di dare un futuro sostenibile al sito produttivo di Avezzano».
 Si tratta di uno dei fatti salienti di una giornata piena di eventi istituzionali e non per salvare un sito produttivo che dà lavoro a circa 1.600 persone, impegnate nella produzione di componenti tecnologici.
«Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria - dichiara Famà - si rende necessario per dare maggiore respiro temporale ad un'operazione strategica in vita sul tavolo Ministeriale che potrà garantire un futuro allo stabilimento di Avezzano. Allo stesso tempo è indispensabile per far fronte alla ormai consolidata situazione di scarico produttivo legata alla contrazione della domanda da parte del cliente e per tutelare la forza lavoro durante la prosecuzione della vertenza, attraverso l'utilizzo di uno strumento di ammortizzazione sociale - spiega ancora Famà, il quale sottolinea che "stiamo lavorando con serietà e senso di responsabilità».
«Proprio per porre le basi per un futuro più roseo - aggiunge - il rinvio della riunione di Roma dal 14 al 21 Gennaio, a fronte della richiesta che il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto all'azienda di fornire alcuni dettagli del piano. In questa vertenza - conclude Famà abbiamo manifestato la volontà di lavorare insieme a sindacati e istituzioni al fine di contenere al massimo l'impatto sociale».
ENTI LOCALI COMPATTI
Intanto Comune di Avezzano e Provincia dell'Aquila sono impegnate insieme con ancora maggiore forza e decisione nei confronti del governo Monti, ma soprattutto sul nuovo governo che uscirà dalle urne i prossimi 24 e 25 febbraio, sulla vertenza dello stabilimento Micron di Avezzano, nel quale sono impegnate oltre 1.600 lavoratori.
 La strategia di mobilitazione sulle istituzioni nazionali per dare un futuro occupazionale e produttivo ad un sito entrato in crisi negli ultimi mesi, è stata ribadita nel documento approvato all'unanimità nella seduta congiunta, ad Avezzano, del consiglio comunale di Avezzano e del Consiglio provinciale dell'Aquila. Nel provvedimento si «sollecita il premier Monti e il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera a modificare l'impostazione iniziale della vertenza Micron, strategica non solo per Avezzano, la Marsica, la Provincia dell'Aquila, le Province di Rieti e Frosinone, ma per l'intero sistema Paese, aprendo un Tavolo di Settore sulla microelettronica».
«Per vincere questa sfida, che dovremo giocare su un tavolo di settore, ma a questo punto con il nuovo Governo", ha spiegato il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, - è fondamentale marciare uniti verso l'obiettivo comune: salvare il sito e tutti i posti di lavoro, altrimenti mobiliteremo tutto il territorio». Secondo Di Pangrazio, «l'attuale rappresentanza governativa, a mio avviso, non è più titolata per garantire le nostre istanze, dobbiamo attendere un governo eletto dal popolo con il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri che deve assumersi la responsabilità di un salvataggio nel quale deve essere coinvolta anche l'Europa visto che bisogna scongiurare il pericolo di trasferimento di un centro di eccellenza nella microelettronica dall'Europa all'Asia».
 Anche il presidente dimissionario della Provincia, Antonio Del Corvo,ha sottolineato la necessità «di mantenere fino in fondo l'unità di intenti per respingere l'attacco al territorio e al lavoro».
 Per il presidente del Consiglio provinciale, Filippo Santilli, «questa sfida si deve vincere a tutti i costi», mentre il presidente del consiglio comunale di Avezzano, Domenico Di Berardino, ha spiegato che «bisogna tenere salda l'alleanza per evitare il disastro».
 Monica Di Cola, della Rsu aziendale, a nome dei sindacati, ha evidenziato la necessità «di non cedere di un passo nella battaglia corale in difesa del sito di Avezzano e dell'intera forza lavoro». «Bisogna garantire - ha spiegato ancora - l'attuale occupazionale salvaguardando tutti i 1623 lavoratori dello stabilimento Micron di Avezzano e dare un futuro certo con un piano industriale credibile».
 Anche il Consiglio comunale di Celano (L'Aquila), in seduta straordinaria, si è riunito per rispondere all'appello dei lavoratori della Micron approvando all'unanimità un documento con il quale si impegna il Governo ad attuare una strategia più efficace per salvare lo stabilimento di Avezzano.
Anche il Consiglio comunale dell'Aquila è sceso in campo sulla vertenza occupazionale e produttiva dello stabilimento Micron di Avezzano, approvando all'unanimità nella seduta straordinaria di oggi, un ordine del giorno nel quale si chiede al presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro dello Sviluppo Economico di impegnare il Governo a modificare l'impostazione iniziale della stessa vertenza Micron, aprendo un tavolo di settore sulla microelettronica per scongiurare il rischio chiusura che metterebbe in ginocchio un territorio già in ginocchio per altre sacche di crisi industriali per il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009.