IL PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio Pescara, martedì il ‘finto’ avvio dei lavori

La draga arriverà tra 15 giorni. Carlea avverte: «questa non è la risoluzione del problema»

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PESCARA. La consegna dei lavori di dragaggio del porto di Pescara è prevista per martedì.


Materialmente, però, la draga non comincerà a scavare quel giorno ma soltanto tra due settimane (se tutto andrà bene).
 Comunque la fine dell'intervento è prevista per la prima decina di giorni di aprile o anche prima: «prevediamo di garantire la transitabilità del canale del porto di Pescara entro 60 giorni dalla consegna del cantiere, ovvero più o meno attorno al 15 marzo», ha detto questa mattina il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta.
«Oggi tiro insieme agli operatori del porto un sospiro di sollievo», ha commentato l’ex commissario straordinario al dragaggio Guerino Testa. «Finalmente si intravede l'alba, che mette fine a una notte infinita e caratterizzata da momenti davvero drammatici. Non mi sono mai tirato indietro rispetto a questa vicenda, ho sempre avuto chiaro da che parte stare, cioè dalla parte di chi lavora nel porto».
Ad eseguire l'operazione, che riguarda 200mila metri cubi di materiale, sarà la ditta Sidra, che si è aggiudicata l'appalto del Provveditorato alle opere pubbliche (da circa 13 milioni di euro). La Sidra, ditta leader del settore, ha assicurato che eseguirà il dragaggio in 85 giorni e ha chiesto il corrispettivo di 10 milioni e 360 mila euro.
Il materiale dragato potrà essere riutilizzato per il ripascimento o per la realizzazione di materiale per l'industria dell'edilizia.
Alla conferenza di Improta hanno partecipato i senatori Paolo Tancredi e Giovanni Legnini e il deputato Daniele Toto, insieme al prefetto Vincenzo D'Antuono, al presidente della Regione Gianni Chiodi e al Provveditore Donato Carlea, oltre al sindaco di Pescara e al presidente della Provincia Guerino Testa.

«LA PRIMA DI PIU’ FASI»
Improta ha spiegato che il dragaggio che sta per iniziare «è solo la prima fase di un percorso in più fasi» e «non ci disimpegniamo rispetto al resto che c'e' da fare». Le fasi per il rilancio del porto pescarese sono, a detta del sottosegretario: la mitigazione del rischio idraulico del fiume per migliorare la navigabilità del porto, un intervento per migliorare la potenzialità della darsena e infine le attività connesse alla adozione del Piano regolatore portuale.

INDENNIZZI ALLA MARINERIA
Oltre a finanziare una parte del dragaggio lo Stato ha assicurato che erogherà indennizzi alla marineria (per un importo pari a tre milioni di euro) rimasta ferma e senza lavoro per quasi un anno. Improta ha voluto rassicurare gli operatori della pesca e quelli degli altri settori portuali perchè la draga non si vedrà «prima di 10 - 15 giorni» e questo perchè è necessario effettuare delle analisi e ha anche aggiunto che l'intervento potrebbe riguardare meno di 200mila metri cubi, stando alle stime della Sidra.

«SERVONO LAVORI RISOLUTIVI»
«Lo scalo - ha fatto notare Carlea - necessita di lavori di carattere definitivo, altrimenti ci troveremo nella stessa situazione di adesso. Il dragaggio che sta per partire non risolve l'emergenza. Servono pianificazione e programmazione». Ha chiesto «manutenzione e prevenzione, nonchè la bonifica del fiume» Mimmo Grosso, dell'associazione Armatori Pescara, mentre Bruno Santori, rappresentante degli altri operatori, ha fatto notare che «la darsena e il bacino di evoluzione devono essere dragati a 6 metri di profondità, per riprendere qualsiasi tipo di traffico» altrimenti il dragaggio è inutile.

CHIODI: «NON RIPETERE ERRORI E TRASCURATEZZE»
«Spero che questa vicenda non ci faccia dimenticare le trascuratezze e gli errori che hanno portato il Porto di Pescara in queste condizioni e che si potrebbero ripetere», ha commentato il presidente Gianni Chiodi.
«Il prossimo passo da fare con il Governo nazionale - ha sottolineato Chiodi - atterrà ad un discorso di tipo strutturale sul quale già si è iniziato a lavorare. Invito allora la marineria, le istituzioni locali e i parlamentari a fare di questo uno degli argomenti fondamentali della città di Pescara».

LEGNINI: «DETERMINANTE RUOLO SENATORI PD»
«Dopo troppo tempo di promesse non mantenute e di inconcludenze, per il dragaggio del porto di Pescara finalmente si parte. Si tratta di un risultato importante, frutto del coinvolgimento di tutte le istituzioni con un ruolo determinante dei senatori Pd: ma è solo il primo passo per restituire al porto di Pescara la sua funzione regionale e nazionale», ha commentato il senatore abruzzese del Pd Giovanni Legnini. «Ora però non bisogna abbassare la guardia: adesso occorre programmare, progettare e reperire le risorse necessarie per gli interventi infrastrutturali necessari per evitare che sabbia e fango tornino ad occupare il sedime del porto».