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Quando Ecolan avvertì:«attenzione tra 4 giorni sarà emergenza»

Le carte che annunciavano i problemi e che hanno messo alle strette i Comuni

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LANCIANO. Chi dice che la Ecolan non aveva previsto l’ennesima emergenza dice il falso. Il 4 gennaio -con ben 4 giorni di anticipo- la profezia che poi si avvera è contenuta in una missiva andata in giro per mezzo Abruzzo.
Di seguito ecco le carte che disegnano in maniera ufficiale l’ennesima escalation dei rifiuti che tiene in ostaggio la nostra regione da decenni e che ha come non trascurabile effetto quello di stritolare Comuni e cittadini per i costi sempre più alti per lo smaltimento.
Ieri il sindaco di Lanciano ha contestato il modo di fare della Ecolan che non ha avvisato per tempo i Comuni soci dell'ex consorzio oggi una spa di fatto costringendoli ad una scelta obbligata in un lasso di tempo brevissimo.
Tutti hanno sentito negli ultimi 20 anni la favola della raccolta differenziata per «pagare meno». In Abruzzo niente di più falso visto che la differenziata per lo più stenta a raggiungere percentuali peraltro stabilite dalla legge e poi perché la politica fa il resto: il risultato è che la tassa sui rifiuti aumenta sempe di più e così i lcosto sostenuto dagli enti pubblici.
Una cosa è certa: anche questa emergenza ha responsabilità certe, dirette e indirette nella politica locale a molteplici livelli che prima occupa militarmente gli enti pubblici e poi crea vere e proprie tragedie amministrative.

ECOLAN:«MI SA CHE TRA QUATTRO GIORNI CI SARA’ L’EMERGENZA»
I 53 Comuni hanno avuto sei ore per decidere e sottoscrivere il contratto e sono stati avvisati della possibilità dell’emergenza il 4 gennaio, cioè 4 giorni prima. Poi in una ulteriore comunicazione sembra di capire sia stato dato tempo fino al 31 gennaio per perfezionare l'accordo.
Il tutto nasce dalla «impossibilità di utilizzare l’impianto mobile a servizio della discarica di Cerratina di Lanciano il cui funzionamento è propedeutico al successivo smaltimento dei rifiuti trattati nella discarica».
Verso la fine del 2012 (siamo ad ottobre) torna per gli uffici della Regione e di Ecolan d’attualità un problema complesso e burocratico sulla autorizzazione dell’impianto mobile, nel frattempo il 20 dicembre (i guai non vengono mai da soli) l’Aciam spa (il consorzio di rifiuti di Avezzano) si dichiara prima disponibile poi, in seguito ad una nuova decisione della Regione Abruzzo, il 31 dicembre informa Ecolan che non può più ricevere il sottovaglio (i rifiuti trattati dall’impianto mobile) se non per la metà dei rifiuti medi conferiti.
Il 31 dicembre 2012 la Ecologia Sangro spa (società riconducibile alla famiglia Di Zio) ha comunicato che in queste condizioni non avrebbe raccolto il pattume nei 53 comuni consorziati con Ecolan. Scatta in tutta fretta una riunione urgente con la Regione per decidere il dafarsi.
Il 4 gennaio 2013 la Ecolan invia un primo fax e racconta ai Comuni la cronologia dei fatti.
Passano 4 giorni e la Ecolan invia un nuovo fax ai Comuni. E’ l’8 gennaio 2013 e dopo varie consultazioni (Aciam, Civeta, Deco spa, Sogesa spa) la Ecolan chiarisce che a rispondere è solo la Deco che si dice favorevole a ricevere i rifiuti presso la propria discarica di Casoni a Chieti presso l’impianto di trattamento meccanico biologico con produzione di cdr.
Stabilito questo lo stesso consorzio avverte i Comuni che dal 9 gennaio 2013 «verrà interrotta l’attività di trattamento dei rifiuti nell’impianto mobile di Cerratina di Lanciano» che Ecolan ha accettato la proposta della Deco ed ora ciascun Comune dovrà sottoscrivere il contratto inviato da Deco (via Ecolan) entro le 18 dello stesso 8 gennaio. Firmato il presidente Gianpanfilo Tartaglia.
Il costo per portare i rifiuti a Chieti è stimato in 140 euro a tonnellate, un pezzo troppo alto secondo i sindaci, una tariffa "agevolata" secondo le aziende della famiglia Di Zio. 

 Intanto è convocato per oggi pomeriggio alle 18 un incontro per chiarire con i sindaci dei comuni soci della EcoLan le criticita' del servizio smaltimento rifiuti nel comprensorio frentano che riguarda circa 160mila cittadini. L'incontro e' stato convocato tramite fax martedi' dal presidente del cda della EcoLan spa, Giampanfilo Tartaglia.
Ora, la prima emergenza rifiuti abruzzese del 2013 si trasformerà in presumibile bagarre politico-elettorale tanto per confondere ulteriormente le idee ma quello che salta agli occhi è l’indiscutibile pessima gestione complessiva della materia.
L’ufficio regionale preposto che firma atti così importanti tra il 28 dicembre ed il 31 dicembre, con ancora il panettone in bocca, conferma che la vicenda non è stata affrontata per tempo e su questo qualcuno dovrebbe dare spiegazioni. Bisognerebbe che si facesse luce sul perché non si sia imparato nulla delle altre emergenze se non si vuole accettare la tesi più accreditata di un disegno per avvantaggiare il privato.
I vertici della Ecolan con le comunicazioni di “auguri” di inizio anno allo stesso modo non dimostrano di aver saputo programmare. Altra cosa certa è la guerra politica che è in atto su Ecolan se è vero che proprio il sindaco Pupillo, qualche mese fa, ha richiesto insistentemente atti pubblici sulla gestione di Ecolan che gli sono stati negati nonostante sia il rappresentante del comune maggiore dei 53 soci.
In più alcuni consiglieri comunali del Pd hanno chiesto le dimissioni del cda che sarebbe di fatto in mano al Pdl. Il senatore Fabrizio Di Stefano ha replicato chiedendo al centrosinistra di occuparsi dei guai della Sasi (amministrata da uomini scelti dal centrosinistra).
Anche le inchieste penali pescarsi hanno mostrato che l’ex consorzio dei rifiuti di Lanciano è “feudo” del centrodestra e che sull’argomento rifiuti il senatore Fabrizio Di Stefano interviene sempre.
Il risultato è quello che si inizia a intravedere oggi. Domani si metterà nuovamente mano al portafogli.