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Rifiuti, è di nuovo emergenza a Lanciano ed il pattume finisce nella discarica della Deco

Copione sempre uguale mentre le istituzioni stanno a guardare

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DISCARICA RIFIUTI

LANCIANO. Stesso copione tra l’altro recitato alla perfezione da attori diversi per raggiungere gli stessi risultati. E’ solo che il film oltre che aver stufato davvero è anche costosissimo.

Eppure mentre le inchieste aperte attendono di naufragare, sui migliori schermi della città va in scena l’ennesima emergenza rifiuti, una emergenza annunciata, prevedibile, quasi telefonata che chiunque -persino chi di rifiuti non ne capisce nulla- avrebbe potuto prevedere.

IL SINDACO:«EMERGENZA INDOTTA»
L’emergenza esplode ufficialmente questa mattina quando il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, convoca d’urgenza una conferenza stampa nel quale viene annunciato il prolungamento dell'accordo negoziale, fino al 31 gennaio prossimo, per il trasferimento dei rifiuti indifferenziati di Lanciano alla discarica Casoni di Chieti, di proprietà della società Deco del gruppo Di Zio.
E’ la decisione presa in estrema urgenza ieri sera e ratificata questa mattina dopo una riunione in Regione.
La vicenda, di cui è stato avvertito anche il Prefetto di Chieti, è scaturita dalla richiesta fatta ieri da Ecolan, l'ex consorzio rifiuti, e la ditta Rieco (società riconducibile alla famiglia Di Zio), che fa la raccolta dei rifiuti a Lanciano, di firmare in sei ore un accordo con la discarica teatina per il trattamento di bio stabilizzazione dei rifiuti indifferenziati, a partire da oggi.
La missiva era indirizzata anche agli altri 53 sindaci del comprensorio aderenti a Ecolan, alcuni dei quali non sono stati avvisati.
Oggi, in una conferenza stampa, il sindaco ha stigmatizzato il comportamento di Ecolan dopo che da ieri non era più possibile portare la indifferenziata nella discarica Aciam di Avezzano, in quanto satura.
«Da mesi tutti sapevano della situazione di Avezzano - dice Pupillo - ed è grave che nessuno ne abbia mai parlato con i sindaci consortili, né con Lanciano che ha la presidenza. Con questo comportamento Ecolan ha esposto i comuni soci a scelte urgenti con sovraccarico economico. Ad Avezzano Lanciano pagava 140 euro a tonnellate, ora a Chieti dovremmo pagare 154 euro, con un costo aggiuntivo di 700 mila euro annui che farà giungere la spesa per il trattamento rifiuti a un milione e 900 mila euro».
«Quella di Ecolan, che ha un ruolo di tutela dei comuni soci - aggiunge -, è stata una scelta unilaterale di imposizione di contratto con la Deco che nel settore opera in posizione di monopolio. Vorrei sapere da che parte sta la Ecolan», ha concluso Pupillo. Il vice sindaco Pino Valente ha infine criticato la mancanza di scelte di programmazione in Abruzzo in materia di rifiuti, di cui ci si ricorda solo in fase di emergenza.

DISCARICHE SATURE: CHE SORPRESA…
Dopo l’ennesima emergenza di appena pochi mesi fa i rifiuti sono stati portati “provvisoriamente” ad Avezzano che pure era in via di saturazione, informazione ben conosciuta da tutti gli attori. Resta dunque un mistero: perché i consorzio Ecolan non ha avvertito i sindaci, non ha convocato riunioni, non ha organizzato strategia a medio termine per risolvere il problema ed evitare l’emergenza?
L’ex consorzio di Lanciano ha scritto solo ieri ai sindaci dando loro poche ore per decidere. Decisione scontata che avvantaggia il privato, sempre lo stesso, che pratica prezzi molto alti effetto di una gestione complessiva e globale dei rifiuti tutta governata dalla politica.

ECOLAN: UNICA ALTERNATIVA LA DISCARICA DI DI ZIO
Nella nota del sindaco Pupillo al prefetto (che provvedimenti prenderà?) si dice chiaramente che la Ecolan «appena il 9 gennaio 2012» dichiara l’emergenza rifiuti e pone come «unica alternativa i conferimento in località Casoni di Chieti gestito dalla Deco spa, previa sottoscrizione di un contratto proposto alle 12.30 da accettare entro le 18. Il contrato peraltro prevede tariffe che incidono considerevolmente sul bilancio Comunale».