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Cartelle pazze Tarsu a L’Aquila, Mancini (Idv) «annullarle tutte»

Mancini: «Cialente e De Santis responsabili»

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Angelo Mancini

Angelo Mancini

L’AQUILA. Apertura da parte del Comune a superare la «rigidità interpretativa» della norma. Insomma c’è ancora spazio per sperare.

Nei giorni scorsi da Palazzo di città era partito l’invito a non pagare prima che la situazione non sia del tutto chiarita.
Poi venerdì scorso si è svolto nei locali di Villa Gioia del Comune dell’Aquila l’ incontro tra l’assessore al Bilancio, Lelio De Santis, ed una folta delegazione di cittadini, per esaminare le problematiche relative alla Tarsu degli anni 2009/2010.
Sono stati esaminati i diversi casi riferibili ad abitazioni A e B tornate agibili negli anni 2009 o 2010 che non godrebbero della riduzione del 60 per cento della Tarsu, a seguito dell’interpretazione del parere del dipartimento delle Finanze – direzione del Federalismo Fiscale, secondo cui “…possono essere oggetto della norma di cui all’art.33, comma 28 Legge 183/2011… le somme iscritte a ruolo”. L’incontro conclusivo e risolutivo si terrà nella stessa sede mercoledì 16 gennaio alle ore 8,30.

MANCINI: «RESPONSABILITA’ CHIARE DI SINDACO E ASSESSORE»
Oggi il consigliere dell’Idv Angelo Mancini chiede di annullare tutte le cartelle emesse e non ha dubbi: «il pasticcio ha nome e cognome: Massimo Cialente e Lelio De Santis». Per Mancini i due «non sono in grado di dare agli aquilani alcun elemento per capire l’origine del pasticcio».
La vicenda prende le mosse dall’ordinanza sindacale numero 67 dell’8 aprile 2009, con la quale il primo cittadino decretò l’inagibilità di tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato. «Nulla si disse», ricorda l’esponente dipietrista, «sull’obbligo, dei contribuenti, di comunicare, entro 60 giorni, la riacquisita agibilità per la nuova iscrizione a ruolo, per usufruire della riduzione del 60 per cento del tributo per il periodo aprile 2009 - giugno 2010, come previsto dalla legge. Tale adempimento poteva e doveva essere disposto d’ufficio dal Comune che ha gli strumenti per farlo (banca dati agibilità e banca dati Tarsu)».
Per il 2013, in vista della Tares, i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, dovranno gravare per intero sui contribuenti; è necessario allora prevedere, esorta Mancini, «che almeno 7-8 milioni di euro, dei 26 provenienti dallo Stato, siano accantonati per ridurre l’impatto sulle tasche degli aquilani».

TINARI: «GRAVE CHE IL COMUNE DICA DI NON PAGARE»
Il consigliere comunale Roberto Tinari (L'Aquila Città Aperta) parla invece di «caos totale» e ritiene «molto grave» che l’assessore al Bilancio, Lelio De Santis, consigli ai cittadini aquilani di non pagare le cartelle Tarsu ricevute da metà dicembre in poi perché ci sono degli errori.
«Farebbe meglio secondo me a non dire nulla e a prendersi le proprie responsabilità», va avanti Tinari. «L’assessore con queste dichiarazioni consiglia di temporeggiare nel pagamento invece di trovare una soluzione e di correggere gli errori che hanno creato sofferenze inutili agli aquilani».