L'INCHIESTA

Appalti truccati a Napoli, nei guai amministratore Telespazio ed ex prefetto de L’Aquila

Sono almeno tre i personaggi noti anche in Abruzzo che hanno avuto ruoli importanti

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Il prefetto Iurato

Giovanna Iurato

NAPOLI. Manager pubblici, poliziotti, prefetti, sindaci, amministratori, tutti coinvolti in un giro poco edificante che mirava a truccare appalti.

Alla fine è scoppiato lo scandalo per gli appalti per la sicurezza a Napoli che disegna una presunta esistenza di una «associazione per delinquere finalizzata a favorire illecitamente società del gruppo Finmeccanica negli appalti pubblici relativi ai comparti sicurezza-videosorveglianza a Napoli e in provincia».
E in questo giro vorticoso di nomi e cifre è finito anche l’ex prefetto de L’Aquila, Giovanna Iurato, per la quale la procura di Napoli ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici. Arrestato invece l’amministratore di Telespazio, ex amministratore Elsag, Carlo Gualdaroni.
Molti i dettagli che emergono leggendo l'ordinanza di custodia emessa oggi dal gip Claudia Picciotti che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dei pm della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.
Il pool di magistrati della procura sta indagando sulla vicenda dal 2007 in seguito ad alcune conversazioni intercettate sull'utenza dell'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. Secondo gli inquirenti, dell'associazione fanno parte «i rappresentanti apicali» di due società del gruppo Finmeccanica, Carlo Gualdaroli, amministratore delegato di Elsag Datamat spa e Francesco Subbioni, amministratore delegato di Elecrton Italia srl (nonché consigliere della Elsag).
 I due «avvalendosi del rapporto di collaboratori interni alla compagine societaria, Guido Nasta e Luigi De Simone, attraverso la mediazione di Lucio Gentile, hanno stretto relazioni affaristiche con esponenti istituzionali quali Mario Mautone e Oscar Fioriolli (ex questore di Napoli)».
 Nel sodalizio rientra, ad avviso dei magistrati, anche il costruttore Enrico Intini che è conosciuto anche in Abruzzo per aver avuto rapporti con le istituzioni regionali. Nel  1997, 98 ex Lavoratori socialmente utili «senza padrini politici» cominciano un'avventura nata prima nel Dipartimento di Protezione Civile a Castelnuovo di Porto, passando poi per la Sma Abruzzo di Intini (Noci di Bari), Collabora Engineering, per approdare poi in Abruzzo Engineerin. La Sma pur ricevendo fondi pubblici non riuscì a garantire il lavoro ai dipendenti assorbiti (amche in seguito ad un contenzioso) e poi licenziati. Gli ex Lsu entrarono a far parte di Abruzzo Enginering. Intini –è emerso anche dalle indagini sulle escort a Berlusconi della procura di Bari- è molto amico di Tarantini che da alcune intercettazioni parlava anche di appalti ottenuti nell’ambito della ricostruzione aquilana.

LA CITTADELLA DELLA SICUREZZA  
L'obiettivo primario sarebbe costituito dall'appalto per la Cittadella della Polizia, un progetto appoggiato da Fioriolli ma accantonato dal suo successore Antonino Puglisi. Diversi incontri tra i dirigenti Finmeccanica e Fioriolli sono documentati da fotografie scattate nel corso di pedinamenti da parte degli investigatori. Alcune foto, scattate anche all'esterno della questura, ritraggono Fioriolli accanto a Subbioni, Nasta, Gentile e Intini.
L'inchiesta è l'unica tranche rimasta a Napoli di una più corposa indagine su irregolarità negli affidamenti di appalti nell'ambito del cosiddetto pacchetto sicurezza a società del gruppo Finmeccanica.

GIOVANNA IURATO
La Procura di Napoli ha chiesto l'interdizione dai pubblici uffici dei prefetti Nicola Izzo e Giovanna Iurato.  Nei confronti dell'ex vice capo della Polizia, Nicola Izzo, e del prefetto Giovanna Iurato, la Procura ha chiesto la sospensione dai pubblici uffici, provvedimento per la cui eventuale emissione è richiesto l'interrogatorio degli indagati da parte del gip.
Il loro coinvolgimento si riferisce alla presunta turbativa d'asta per la fornitura di apparecchiature elettroniche al Cen di Napoli. Izzo è indagato nella sua qualità di autorità di gestione dei fondi Pon sicurezza, mentre la Iurato è chiamata in causa nella qualità di direttore dell'asse 1 dei fondi Pon sicurezza.
Il primo dicembre del 2010 Iurato ed il marito, Giovanni Grazioli, persona informata dei fatti,  furono interrogati dai procuratori napoletani. In totale la Iurato è stata ascoltata almeno due volte sempre in relazione all’appalto da 33 milioni di euro.
Davanti ai pm ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. La Iurato è stata  alto dirigente del ministero dell'Interno ed è accusata di concorso in turbativa d'asta: avrebbe fatto in modo che ad aggiudicarsi uno degli appalti fosse la società Elsag-Datamat del gruppo Finmeccanica di cui il marito è manager.
L’ex prefetto era arrivata a L’Aquila martoriata dal terremoto del 2009 ed aveva preso il posto di Franco Gabrielli, il prefetto del sisma, che nel 2011 era stato chiamato a sostituire il vertice della protezione civile, Guido Bertolaso, che proprio a L’Aquila aveva avuto poteri assoluti per  oltre un anno. 

La Iurato è rimasta nel capoluogo abruzzese fino all'ottobre del 2012 quando è tornata a Roma per assumere il ruolo di capo dell'Ispettorato generale di amministrazione del ministero dell'Interno. All'Aquila è stata sostituita dal prefetto Francesco Alecci, già prefetto di Messina. Nel corso del mandato, tra le altre cose, la Iurato ha coordinato le attività delle forze dell'ordine in tema di prevenzione delle infiltrazioni mafiose emettendo 22 interdittive antimafia e 86 atipiche

DOMICILIARI PER PREFETTO FIOROLLI
C'é anche l'ex direttore delle specialità della polizia, il prefetto Oscar Fiorolli, tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare. Nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Al prefetto Oscar Fioriolli, ex questore di Napoli, è contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito di appalti relativi, in particolare, al comparto sicurezza e videosorveglianza. Fioriolli è inoltre accusato di avere turbato la gara per la ristrutturazione del commissariato 'Decumani' per un importo di 800.000 euro. L'ex questore avrebbe segnalato illecitamente all'ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone le imprese a cui aggiudicare gli appalti.
Domiciliari anche nei confronti di Guido Nasta, Luigi De Simone e Enrico Intini. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono invece state emesse, oltre che per il provveditore delle opere pubbliche della Campania e del Molise sino al 2010, Mauro Mautone, anche per l'ex amministratore delegato della Elsag Datamat, Carlo Gualdaroni, ora amministratore di Telespazio con sede nel Fucino, Francesco Subbioni e Lucio Carmine Gentile.
Il Gip del tribunale di Napoli, nell'ambito dell'indagine sul Cen della Polizia, ha disposto il sequestro preventivo di oltre cinquanta milioni a carico della Elsag Datamat e della Electron, le due società coinvolte nell'inchiesta.