URBANISTICA E POLITICA

Pescara, teatro da 24 mln sull’area di risulta. Mascia cerca un archistar

Pd: «è solo una trovata elettorale»

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Masci, Lepore, Mascia

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PESCARA. Si apre la procedura esecutiva per il nuovo ‘Teatro dell’Adriatico’.

Nel corso dell’ultima seduta di giunta del 2012 è stato approvato il progetto preliminare che prevede una struttura di 8mila metri quadrati complessivi con una sala principale per almeno 1.200 persone: 900 posti nel parterre e 300 posti in galleria, con una disposizione delle poltrone con schema concentrico e radiale in modo da rendere sempre lo spettatore prossimo alla scena. Prevista anche la ‘fossa dell’orchestra’, capace di ospitare sino a 105 musicisti. Poi una sala con minore capienza e un foyer autonomo, le sale prove per attori, musicisti, ballerini, quindi locali di servizio come i camerini, gli spogliatoi, la biglietteria, gli Uffici amministrativi, bookshop, e un ristorante da localizzare nella torre scenica e con accesso indipendente, in modo da renderlo completamente fruibile anche dall’esterno. Infine, nello spazio dinanzi, si aprirà la Piazza del Teatro.
Una struttura del costo di 24 milioni e 400mila euro che sorgerà nell’area nord-est della storica ferrovia, accanto al Centro di Ricerca in Astrofisica relativistica e dinanzi ai vecchi Silos dell’acqua, oggi rifunzionalizzati.
«Il costo dell’operazione, ovviamente, andrà sostenuto necessariamente attraverso l’individuazione di un partner privato», ha spiegato il sindaco Mascia che ha ricordato che proprio per questo motivo il teatro non compare nel piano triennale delle Opere Pubbliche. E per questo motivo nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso per la ricerca del privato, con il quale il Comune dovrà costituire una società mista pubblico-privato.
Il Comune contribuirà mettendo a disposizione l’area su cui edificare il teatro, che verrà realizzato con fondi privati.

SI CERCA UNA GRANDE FIRMA
Contemporaneamente si dovrà cercare la grande firma che dovrà redigere il progetto esecutivo: «pensiamo alle archistar di fama mondiale», ha ammesso Mascia, «e penso al danese Henning Larsen, che ha firmato l’Opera House di Copenhagen, o Renzo Piano, autore dell’Auditorium de L’Aquila, o ancora allo spagnolo Oscar Tusquets, firma dell’Auditorium di Las Palmas de Gran Canaria, o Sir Norman Foster».
Il Comune chiederà loro di formulare un’ipotesi di realizzazione «per lasciare a Pescara un segno della propria arte e del proprio stile»,
Secondo i primi calcoli dell’amministrazione per la progettazione definitiva ed esecutiva bisognerà concedere almeno 6 mesi di tempo. «E’ ovvio che quella odierna – ha detto l’architetto Michele Lepore – è un’opera troppo importante per esaurire la sua progettazione all’interno delle professionalità interne al Comune. Per questo il nostro sforzo è stato quello di immaginare e definire i requisiti e gli spazi del Teatro, tenendo conto delle esigenze da soddisfare, che saranno vincolanti per il futuro progettista».
«La sfida dell’amministrazione – ha detto il direttore Ilari – era di individuare un percorso che si occupasse anche della gestione della struttura che farà capo al privato; il Comune sostanzialmente entrerà nella società solo conferendo l’area di sedime che sarà valutata dall’Ufficio Tecnico comunale e il socio privato, individuato tramite un bando, dovrà occuparsi del resto, affidando anche la progettazione, quindi l’appalto e la gestione futura, il che determinerà per il Comune un’invarianza di costi. Nel merito abbiamo predisposto già la delibera che passerà in Consiglio comunale».
«Nel frattempo – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – proseguirà anche la seconda fase del programma di riqualificazione dell’area di risulta come da previsione di Consiglio comunale, con parcheggi e verde».

PD: «ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIONE… ELETTORALE»
Ma secondo i consiglieri comunali del Partito Democratico, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli, l’amministrazione comunale sarebbe «caduta nel ridicolo»: «hanno presentato un embrione di un “teatro” enorme per la nostra città sul piano dell’offerta» quando «in quattro anni non sono riusciti nemmeno a rendere agibile il Teatro Michetti già di proprietà del Comune dal 2007». La crisi economica che non ha risparmiato analoghe strutture pone, secondo il Pd, una domanda: «è praticabile oggi perseguire
un tale obiettivo? Dovrebbe rispondere anche il consigliere Masci se solo potesse ricordare gli strali lanciati all’indirizzo del sindaco D’Alfonso e del presidente della Fondazione Pescarabruzzo Mattoscio per quello sperpero di 6 milioni di euro per realizzare il Ponte del Mare affinché quelle risorse potessero essere utilizzate più per il sociale».
Per Fusilli e Del Vecchio, inoltre, il sindaco e la sua giunta «dopo quattro lunghissimi anni di totale silenzio» hanno rispolverato le due delibere targate 2008 (come si legge nella delibera approvata qualche giorno fa “richiamate le deliberazioni di C.C. n. 120 dell’1.08.2008 e n. 147 dell’8.10.2008…”) per poi sparare la più «classica delle futilità possibili al solo scopo di gettare fumo agli occhi dei pescaresi e ricordare loro che un nuovo evento è all’orizzonte e non si tratta del teatro ma bensì delle solite elezioni».

ACERBO VUOLE UN REFERENDUM

«Sul che fare sull'area di risulta forse sarebbe il caso di fare un referendum», propone il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo che rilancia il progetto della grande biblioteca mediateca che «costerebbe molto meno del teatro e qualche risorsa potrebbe così essere utilizzata per il recupero e la riqualificazione di altri spazi della città oggi fortemente dequalificati o sottoutilizzati. Invece di un teatro scatola vuota e chiusa per assenza di fondi una biblioteca moderna aperta ai fruitori dalla mattina fino alle ore notturne come accade in tutta Europa diventerebbe un centro della vita sociale e culturale di tutta l'area metropolitana». 

DI PIETRANTONIO: «SI PENSI PIUTTOSTO AD UN PALACONGRESSI»
«La riflessione da fare», commenta invece il capogruppo Moreno Di Pietrantonio, «è che considerando la grave crisi economica forse sarebbe più opportuno potenziare e valorizzare le strutture esistenti a cominciare dal teatro Michetti mai aperto». Ma Di Pietrantonio cita anche il Massimo o il Circus . «Forse», prosegue, «sarebbe più utile per la nostra città realizzare un Palaeventi da 7/8 mila posti in grado di attrarre le più grandi manifestazioni nazionali e internazionali(concerti, eventi sportivi, congressi ecc.) in grado di creare un indotto economico e lavorativo per tutto l’anno utile a far ripartire Pescara. Un progetto preliminare per il Paladriatico
è stato realizzato dalla facoltà di architettura dell’università D’annunzio. Le risorse di enti pubblici e privati oggi più che mai devono essere impiegate per le cose più utili».

PESCARA AREA DI RISULTA - DELIBERA 1043 28-12-2012