IL FATTO

Ecolan, porta in faccia al sindaco di Lanciano: niente accesso (dopo 175 giorni)

Niente documenti, impossibile visionare gli atti pubblici della società pubblica

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Ecolan, porta in faccia al sindaco di Lanciano: niente accesso (dopo 175 giorni)
LANCIANO. Porta in faccia al sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, in attesa per 175 giorni.

Una attesa quasi inutile, iniziata il 15 giugno e terminata il 6 dicembre scorso. Una attesa forse per certi versi anche mortificante dal momento che al primo cittadino è stato negato l’accesso ad alcuni atti della Ecolan di cui Pupillo è pure presidente dell'assemblea dei soci.
L’Ecolan è il Consorzio di cui fanno parte 56 Comuni, compreso quello di Lanciano, e si occupa della raccolta dei rifiuti. Ma la trasparenza pare un optional, le leggi italiane pare non si applichino in materia di accesso, controllo e valutazione sull'operato di una società che dovrebbe essere alle dipendenze della comunità e controllata da questa.
Così anche un sindaco riceve il benservito, perché ha chiesto «dati sensibili» o perché «non ha motivato la sua richiesta». Pur ammettendo per assurdo che davero vi siano dati davvero sensibili (cosa più che improbabile) o che la motivazione sia "carente" non si capisce per quale ragione se la legge obbliga una risposta in 30 giorni questa arrivi ben ltre tale termine.
C'è chi fa dietrologia e butta in mezzo la politica, parla di Ecola come un feudo politico in mano ad una parte politica precisa e che dunque questo tipo di atteggiamento ostativo ha ragioni profonde. Insomma pensare ad una scusa per tenere lontano chi può esercitare un controllo che può creare problemi è fin troppo semplice.
Che poi "i dati sensibili" sianon in realtà addirittura gli emolumenti che percepiscono i componenti del cda fa quasi sorridere tanto più pensando che chi vuole vedere i conti è il presidente dell’assemblea.
Così dopo ben 175 giorni, sei volte il tempo concesso dal regolamento, il primo cittadino deve digerire la sfilza di no, arrivata proprio sui documenti più importanti dal punto di vista dell'intreccio affari-politica. Sei mesi di tempo per avere una non-risposta che è anche peggio che illegittima: pretestuosa e dunque sospetta.
Pupillo aveva chiesto di visionare oltre al verbale di insediamento del Cda composto da Gianpanfilo Tartaglia, Riccardo Di Deo Iurisci, Sabatino Di Carlo, Orazio Martelli e Guerino Caporale anche il verbale di nomina del consulente Guido Stifani. Questi documenti sono arrivati a destinazione.
Il consorzio ha detto invece no agli estratti delle liquidazioni e dei mandati di pagamento al consulente Stifani. «Non consegnati perché dati sensibili». Un no anche alla richiesta dei verbali di nomina dei consulenti legali dal 2009 ad oggi perché «manca motivazione della richiesta».
Terzo rifiuto anche sui dati sulla liquidazione dei consulenti perché anche questi vengono ritenuti «dati sensibili». «Manca la motivazione» e dunque niente documenti, anche dopo la richiesta di fatture e avvisi di parcelle inoltrati da avvocati e consulenti legali da ottobre 2009 ad oggi.
Arriva una riposta, invece su altri 7 punti: tra le altre cose ci sono l’incarico per l’alta sorveglianza dalla discarica al verbale di nomina dell’ingegner Sandro Fantini e i contratti di lavoro stipulati. Accesso libero anche ai verbali di affidamento di incarichi alla società Betambiente srl e all’ingegnere Giuseppe Vacca. Sull’elenco dei consulenti legali e tecnici si rimanda all’albo costituito dall’ente. Peccato però che la sezione "trasparenza" è più che carente sul sito istituzionale dove quelli che chiamano "documenti" e "verbali" non sono altro che le intestazioni ed i titoli dei "documenti" e dei "verbali".
Al momento non sappiamo ancora se il primo cittadino Pupillo abbia presentato denuncia alla procura della Repubblica o se intenda fare ricorso o invece lasciare correre, sta di fatto che il controllo su una società interamente pubblica che succhia milioni di euro è  impossibile e questa è una cosa più che disdicevole. Gli stessi uomini politici che si dice "controllino" la società -difficile non crederlo- potrebbero benissimo dimostrare il contrario intervenendo direttamente sulla vicenda e sanzionando per primi tale comportamento dei vertici della Ecolan e fornendo i documetni richiesti.
Infondo non c'è nulla da nascondere...