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Poltrone a quattro ruote: niente azienda unica per il trasporto pubblico

Sindacati contro il «poltronificio». Il Sole24ore: «le società servono alla politica»

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Poltrone a quattro ruote: niente azienda unica per il trasporto pubblico

Chiodi, Cirulli, Morra

ABRUZZO. Se ne parla da anni, le promesse sono fioccate a seconda delle stagioni, molte sono state reiterate e rinnovate.

Ma di fatti nemmeno l’ombra e così l’azienda unica dei trasporti promessa è rimasta una chimera. Sembra che la spending review non valga per questo settore delicato e politicizzato con molteplici incarichi che fanno comodo alla politica che cerca di amministrare con il manuale Cencelli.
I sindacati sono ancora una volta contro l’assessore regionale Giandonato Morra e rinnovano la dichiarazione di sciopero previsto per l’11 gennaio.
La fusione delle aziende pubbliche di trasporto doveva essere votato entro la fine dello scorso anno in Consiglio regionale invece l’argomento non è stato nemmeno sfiorato.

LA PRIORITA’? TRASPORTARE LE BICI IN TRENO
«Incuranti del fatto che la Legge di stabilità 2013», dicono i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Ugl, «di recente approvazione da parte del Parlamento italiano, oltre ad istituire il Fondo unico dei trasporti, ha introdotto nuovi e deleteri criteri di attribuzione delle risorse assegnabili dal prossimo anno, in base al rapporto ricavi da traffico/costi dei servizi e senza la salvaguardia delle zone a domanda debole di trasporto, il Consiglio Regionale ha pensato bene di occuparsi di altro individuando quale assoluta priorità, in tema di trasporto pubblico locale, quella delle bici sul treno».

IL “POLTRONIFICIO” D’ABRUZZO LA GRANDE OPPORTUNITA’ PER CHIODI
A nulla sono valsi i tentativi dell’assessore Morra cercando di barcamenarsi all’interno della Giunta e della propria coalizione nel tentativo di creare quel necessario consenso su un progetto che potrebbe restituire dignità ed efficienza ad un servizio quale è quello del trasporto pubblico, costituzionalmente garantito.
E non è servito a nulla nemmeno l’ultimo atto consumatosi lo scorso 20 dicembre, in cui i sindacati hanno sottoscritto con lo stesso assessore un impegno formale – preteso espressamente dal Governatore Chiodi - con il quale è stato categoricamente escluso qualsiasi tentativo di armonizzazione o di allineamento verso l’alto delle retribuzioni dei lavoratori delle tre aziende interessate al processo di fusione.
«La realtà», commentano i sindacati, «è che il Governatore Chiodi ha bisogno di queste aziende come il pane e non intende assolutamente rinunciare alla grande opportunità di utilizzare le tre imprese pubbliche quale straordinario strumento per distribuire incarichi ed assegnare le numerose poltrone».

SOLE 24 ORE: IL DOSSIER CHE IMBARAZZA L’ABRUZZO
Con un impietoso dossier pubblicato nei giorni scorsi dal titolo eloquente “Un matrimonio che non s’ha da fare” anche il Sole24ore ha fatto luce sulle reali motivazioni che impediscono la nascita in Abruzzo di una newco dei trasporti e che sono unicamente riconducibili a gettoni e posti in Cda.
Un articolo con il quale oltre ad evidenziare l’anomalia tipicamente abruzzese delle oltre 50 aziende di tpl presenti in un territorio di scarsi 4500 km quadrati e per una popolazione di nemmeno 1,3 milioni, è andato a spulciare su presunte competenze, professionalità e compensi di cui dispongono alcuni privilegiati della politica nel ricoprire i diversi incarichi nelle tre aziende Arpa, Gtm e Sangritana.
Nell’articolo del Sole si legge che i costi di produzione per Arpa, Gtm e Sangritana superano i 132 milioni di euro l'anno con ricavi per 128. Sono 882 i bus di proprietà delle tre società abruzzesi; mezzi che percorrono circa 38 milioni di chilometri l'anno. Il ricavo medio per chilometri è di 1,6 euro alla Gtm, 1,50 alla Sangritana e 1,16 euro all'Arpa. I dipendenti sono 1.776. Il costo del personale è di circa 15 milioni per la Gtm, 17 per la Sangritana e 41 per l'Arpa.
«Sforbiciare significava incidere sulle poltrone disponibili», si legge ancora nell’articolo, «oltre che ovviamente sui criteri di scelta dei membri dei cda. All'epoca, nelle tre società regionali risultano in carica tre presidenti e 21 tra consiglieri e revisori dei conti. Il costo complessivo per le casse pubbliche è di 783.750 euro l'anno: 218.150 euro per il consiglio d'amministrazione della Gtm; 260mila euro per il cda della Sangritana; 305mila all'Arpa».

CDA, GETTONI, ADERENZE, SOSTENITORI
«Ma è nei cda e nei conti attuali delle tre spa che si annidano le maggiori sorprese», scrive ancora il Sole24ore, «Società a cui la Regione continua a riconoscere qualcosa in più di un'ottantina di milioni di contributi annui. Innanzitutto gli amministratori. Spulciando nei cv dei consiglieri, si trova di tutto: da ex esperti di sicurezza privata a imprenditori della gestione dei rifiuti. Ma scendiamo nel dettaglio. La Autolinee regionali pubbliche abruzzesi (Arpa spa) sono controllate al 95,4% dalla Regione. Il presidente è Massimo Cirulli, quota An, un avvocato presso lo studio Tatozzi di Francavilla e che ha difeso l'ex governatore Giovanni Pace finito nell'inchiesta Sanitopoli in Abruzzo. All'atto dell'insediamento nel 2009 dichiara di essere titolare del 100% dell'omonima srl immobiliare. Ma Cirulli (poco più di 65mila euro lordi annui di indennizzo) controlla la maggioranza di altre due srl, una dedita alla produzione di mattoni e prodotti in terracotta, l'altra in coltivazioni di colture permanenti. Il vicepresidente è un altro avvocato, di Pescina, Maurizio Radichetti (19.600 euro circa di indennizzo annuo), ex presidente della Paolibus srl durante la fase di incorporazione da parte della stessa Arpa e che del Turco aveva additato qualche anno prima come esempio di ditta-inutile («Basta con aziende con 18 bus e 7 consiglieri d'amministrazione»).
Nel cda di Arpa c'è poi il consigliere Nicola Soria (16.300 euro di compenso annuo), ex assessore comunale di Vasto in quota Forza Italia, ex Udc. A metà degli anni Novanta figura come titolare firmatario, socio accomandante e (tra il 2005 e 2007) amministratore unico di altrettante società per i servizi di investigazione privata. Ultimo consigliere in carica, Flaviano Montebello (16.300 euro di compenso lordo), dirigente di un ente creditizio, ex Dc, in Forza Italia da tempo, in carica dal 2009, e consigliere provinciale di Teramo. Vista l'impossibilità di beneficiare di due indennità, quella di consigliere di Arpa e di amministratore di un ente azionista della stessa (la Provincia di Teramo controlla lo 0,29% del capitale), si è impegnato assiduamente per l'uscita dell'amministrazione provinciale teramana dall'azionariato della Autolinee. Ciò che gli ha consentito di beneficiare della doppia indennità. Nella governance Arpa figura infine un dg, Michele Valentini (110mila euro annui), ex Ppi anche lui adesso seguace di Chiodi».
«Una fotografia spietata ma assolutamente veritiera che umilia l’intero Abruzzo di fronte al Paese. Altro che meritocrazia e virtuosismo», commentano i sindacati.
Una prima giornata di sciopero è prevista l’11 gennaio prossimo. La mobilitazione invece va avanti.