IN FABBRICA

Sevel multa sindacalista Fiom per lavoro mal eseguito

Rifondazione:«si attua la strategia del terrore»

Redazione Pdn

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sevel catena di montaggio
ATESSA. Ancora una notizia che attira l’attenzione sulla Sevel di Atessa e lambisce il mondo operaio e sindacale.

Nei gironi scorsi la dirigenza della fabbrica che produce furgoni per la Fiat ha multato un operaio per un lavoro che sarebbe stato male eseguito.
Sarebbe un evento non del tutto consueto o frequente che però non fa che inasprire i rapporti tra dipendenti e vertici aziendali dopo mesi di scontri e battaglie sindacali sui diritti dei lavoratori e sentenza anche sfavorevoli alla azienda.
Forse per questo si è subito legata la punizione al fatto che l’operaio in questione è non un semplice iscritto alla Fiom ma sindacalista della rappresentanza aziendale (Rsa).

«Sarà un caso?», è la domanda retorica di Rifondazione Comunista che solleva il caso e la polemica  parlando di vera e propria «strategia del terrore».
«È importante sottolineare che Sevel», dice il responsabile regionale lavoro PRC Abruzzo, Carmine Tomeo, «non accusa il lavoratore di aver appositamente eseguito male il suo lavoro o di aver colpevolmente danneggiato i furgoni prodotti. Con tali motivazioni la Sevel avrebbe potuto, a norma di legge, comminare sanzioni. Ma queste sarebbero state, molto probabilmente, poco esemplari (la multa non sarebbe potuta essere di importo superiore a 4 ore di retribuzione) ed avrebbe dovuto seguire il ben più lungo iter previsto per i provvedimenti disciplinari.
Consideriamo, perciò, molto grave l’atteggiamento che la Sevel ha assunto nei confronti dell’Rsa Fiom, che si inserisce nel quadro di rapporti tra azienda e lavoratori sempre più caratterizzati da arroganza da parte aziendale».
 Dopo i casi di presunto assenteismo e le polemiche seguite (Rifondazione parla di «mistificazione che viene fatta di questo termine, includendo in un calderone anche, ad esempio, casi di malattia o assistenza familiare»), questo nuovo caso («grave e inedito») di provvedimento disciplinare, denoterebbe secondo il partito politico che affianca la Fiom  «un atteggiamento aziendale intimidatorio nei confronti dei lavoratori».
«Quando anche le telecamere saranno installate in fabbrica»,  aggiunge il segretario regionale PRC Abruzzo, Marco Fars, «grazie agli accordi che Cisl e Uil hanno firmato con Federmeccanica, il controllo asfissiante da Grande Fratello sarà pieno e la capacità intimidatoria aziendale ancora maggiore. Grazie anche ai provvedimenti dei governi Berlusconi e Monti, che hanno di fatto cancellato i più elementari diritti dei lavoratori, con i voti di Pd, Pdl, Udc e Fli. Siamo vicini ai lavoratori costretti a subire quella che la Fiom ha giustamente definito “strategia della tensione che la Sevel sta portando avanti”. Ma consapevoli che questi casi stanno già facendo scuola nel padronato, occorre unire le forze che si sono opposte alle politiche di Monti per finirla con il lavoro svolto sotto ricatto».