FESTE SICURE

ABRUZZO. Capodanno sicuro, anche i sindaci abruzzesi firmano le ordinanze anti botti

A Montesilvano alcuni giorni fa bimbo ferito da petardo

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ABRUZZO. L'Aquila, Teramo, Montesilvano, Roseto hanno detto no ai botti di Capodanno. A Spoltore task force per controllare vendite abusive.

 

In Italia ogni anno i botti causano centinaia di feriti: numeri da "mattanza pirotecnica", un vero bollettino da guerra che caratterizza la notte di San Silvestro.
Negli ultimi cinque anni, dal 2008 al 2012 - secondo i dati della Polizia di Stato elaborati da Legambiente - vi sono stati in tutta Italia 2.423 feriti, 5 morti e 2.154 persone denunciate o arrestate. La regione con più vittime è la Campania: in 5 anni 573 feriti, di cui 367 solo a Napoli e provincia (il 64% del totale), e 4 morti.
L'età più colpita dal fenomeno dei botti illegali è quella compresa fra gli 11 e i 14 anni, mentre le parti del corpo maggiormente danneggiate sono la mano destra e gli occhi.
A Montesilvano qualche giorno fa un ragazzino è rimasto ferito proprio agli occhi a causa di un petardo inesploso. Rischia di perdere la vista. E proprio a Montesilvano il sindaco Attilio Di Mattia ha firmato l’ordinanza anti botti.
L’ordinanza prevede l'inibizione assoluta dell'uso di «qualsivoglia materiale esplodente in aree e/o su aree pubbliche e sulla pubblica via» in occasione dei festeggiamenti di fine anno, «fatta eccezione per i materiali pirotecnici consentiti, che per loro natura e funzione non siano concepiti per causare esplosioni e rumori molesti e che siano limitati alla produzione di effetti luminosi». Nell'ordinanza si invita la popolazione «a tenere nelle aree private comportamenti che siano rispettosi anche delle esigenze di tutela degli animali domestici e dunque, per un verso di evitare quanto più possibile di investire le aree dove possono trovarsi incustoditi animali domestici con esplosioni determinate dall'uso dei materiali pirotecnici, e per altro verso, di evitare quanto più possibile di lasciare soli e incustoditi i propri animali domestici in aree non protette dalla turbolenze acustiche determinate dai festeggiamenti».
Anche a Teramo saranno vietati i fuochi di artificio per la notte di Capodanno, ad eccezione delle manifestazioni pubbliche autorizzate con la presenza di personale esperto. Il sindaco, Maurizio Brucchi, ha infatti emanato un'ordinanza con cui si dispone che da sabato, 29 dicembre, al prossimo primo gennaio, su tutto il territorio comunale sarà vietato portare con sé, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, materiale esplodente; non si potranno accendere fuochi né far esplodere petardi, castagnole e simili artifici esplodenti. Per i contravventori, sanzioni fino ad un massimo di 500 euro. Anche il sindaco di Roseto, Enio Pavone, ha emesso una ordinanza sui botti di fine anno. Vietandoli nei giorni 30-31 dicembre e 1 gennaio nei luoghi pubblici. Il testo dell’ordinanza è sul sito internet del Comune. A Spoltore, invece, un’attività di prevenzione per il controllo della vendita e detenzione
dei fuochi artificiali e dei petardi sono stati predisposti dal vice sindaco e assessore alla Polizia Municipale Enio Rosini, al fine di evitare eventuali danni. In sostanza, fuochi e
petardi devono rispondere ai requisiti prescritti dalla vigente normativa nazionale e comunitaria. Pertanto, si richiede ai servizi sociali la «massima collaborazione», nel segnalare al comando della Polizia Municipale di Spoltore i possibili utilizzatori di petardi
illegali.

CON CRISI CRESCE RISCHIO "FAI-DA-TE"
Ma con la crisi economica il vero rischio è il ‘fai da te’: vere e proprie "bombe carta" assemblate nel garage, in cantina o addirittura nel salotto di casa nel disprezzo delle piu' elementari norme di sicurezza. «E’ una tendenza già emersa lo scorso anno - ammette Salvatore Timpano, responsabile del Nucleo artificieri e antisabotaggio della questura di Roma - e purtroppo confermata in questi giorni». Sono la crisi, e i prezzi dei fuochi che continuano a restare a molto alti, a suggerire a molti di improvvisarsi "produttori".
«Diciamo la verita' - premette Timpano - per tanti l'unica cosa che conta davvero e' la potenza, evocata da nomi come 'bomba maya': da qui l'idea, davvero sciagurata, di svuotare botti piu' piccoli e di raccogliere tutto l'esplosivo in uno solo, piu' grande. L'anno scorso a Roma ci e' scappato il morto».
Tra i "bombaroli" artigianali "c'e' chi ha poca esperienza - racconta il responsabile del Nucleo artificieri - e anche chi si affida a consigli trovati on line, ma pochi sanno che spesso basta una pressione poco accorta, un minimo urto o un calore troppo elevato per provocare l'eplosione del manufatto. Se poi si lavora non in locali isolati ma vicino ad altre persone, quasi sempre inconsapevoli, il rischio che tutto finisca in tragedia aumenta esponenzialmente". Un altro pericolo da non sottovalutare e' quello dello stoccaggio: «le misure di sicurezza da osservare sono rigidissime - spiega Timpano - ma spesso chi commercia prodotti illegali li conserva in locali non adatti e, soprattutto, non abbastanza lontani da appartamenti o spazi frequentati da persone».
Altro motivo per privilegiare, al momento dell'acquisto, i rivenditori autorizzati ed evitare gli ambulanti-volanti, «quelli che espongono la propria merce all'ultimo momento sul tavolino aperto all'angolo della strada o, peggio, nel portabagagli dell'auto». Ultima, fondamentale raccomandazione: «occhio ai fuochi inesplosi, quelli che abbiamo chiamato del 'giorno dopo'. Il pericolo che i fuochi trovati per terra, in strada o in qualche cortile, esplodano appena raccolti e' molto alto. E i piu' esposti purtroppo sono i bambini».