SANITA'

Asl Chieti, nel bando per primario in chirurgia un refuso da copia e incolla?

Il mistero del bando di concorso che chiedeva una casistica di tumori femminili

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Asl Chieti, nel bando per primario in chirurgia un refuso da copia e incolla?
CHIETI. Che ci azzecca la documentazione sugli interventi ginecologici per il concorso di direttore di chirurgia generale ad indirizzo oncologico dell’ospedale di Ortona, con il curriculum del vincitore?


C’è un mistero, e forse più di uno, nella procedura Asl che nei giorni scorsi ha portato a prendere servizio il chirurgo Pierluigi Di Sebastiano, già direttore della Chirurgia generale 1 presso l’Irccs Casa sollievo della sofferenza di Padre Pio. Dal suo curriculum inattaccabile si capisce facilmente che c’è stato un sicuro arricchimento per la Asl di Chieti, inoltre il suo arrivo è stata anche una soddisfazione per il professor Paolo Innocenti, maestro di tanti chirurghi e quotidianamente all’opera sui tumori, che vede un suo allievo tornare a casa con i gradi di ufficiale superiore. E proprio curriculum del nuovo arrivato ci spiega che i suoi principali interessi clinici sono: chirurgia pancreatica ed epato-biliare, chirurgia colo-rettale. Mentre i principali interessi di ricerca sono: tumori del pancreas, pancreatite acuta e cronica, malattie infiammatorie intestinali, infiammazione neurogena, dolore, cancro colo-rettale. E allora ritorna la domanda, rivolta alla Asl e non certo al neo primario: il punto 3 del bando di concorso, dopo i requisiti generali e specifici e dopo le caratteristiche della domanda di partecipazione, chiarisce la documentazione da allegare.
In particolare si chiedono «tutti i documenti e i titoli scientifici e di carriera» necessari per la valutazione di merito e per la graduatoria. In dettaglio – si legge ancora nel bando – «il curriculum dovrà essere redatto con riferimento alle specifiche attività professionali correlate alla disciplina del concorso», specificando l’attività qualitativa e quantitativa (cioè il numero ed il tipo di interventi) «con riguardo alla casistica delle prestazioni chirurgiche e delle procedure chirurgiche invasive, con particolare riferimento alla ginecologia oncologica».
 Il tutto certificato dal Direttore sanitario dell’ospedale di provenienza. Per vincere un concorso da primario di chirurgia oncologica serve una casistica ginecologica?
Sorge un sospetto, visto che in concomitanza a questo concorso ce n’è stato un altro proprio mirato alla chirurgia ginecologica: la fretta di pubblicare comunque un bando ha prodotto un “copia e incolla” non proprio preciso? Ma se questo mistero potrebbe essere risolto così, ce n’è un altro che intriga ancora di più. Una bella pubblicazione dell’Agenzia sanitaria abruzzese (si tratta del Report sulla mobilità passiva extra regionale) spiega quali sono i settori della medicina ed in particolare i  Drg (cioè le prestazioni) più richiesti che hanno provocato i viaggi della speranza fuori regione. Ebbene la chirurgia generale non è tra i primi 30 Drg, mentre solo nei ricoveri raggruppati per Mdc (major diagnostic category) le malattie ed i disturbi epatobiliari e del pancreas (quindi non solo gli interventi chirurgici in questo campo) sono al 14° posto.
Tutta qui la lotta alla mobilità passiva della Asl di Chieti? Sarebbe come se il manager chiamasse un altro oculista per affiancare Leonardo Mastropasqua, che è un punto di riferimento non solo regionale, che non produce mobilità passiva e che per questo richiede un aiuto….
A meno che l’arrivo del nuovo primario non nasconda un suo futuro universitario: ma se è così, non c’era necessità di passare per la Asl.


Sebastiano Calella