IL VERDETTO

Abruzzo. Sentenza processo Ciclone: Cantagallo condannato a 5 anni

Il pm aveva chiesto 6 anni. Motivazioni entro 90 giorni

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Carmelo de Santis

Il giudice Carmelo De Santis

PESCARA. Cade l'accusa più pesante, quella dell'associazione a delinquere

Il Collegio giudicante dopo poco più di un'ora e mezza di Camera di Consiglio ha letto il dispositivo.

Cinque anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici: è la condanna inflitta dal Tribunale di Pescara all'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, imputato nel processo "Ciclone" su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Montesilvano. Il pm Gennaro Varone aveva chiesto sei anni di reclusione.
Cantagallo ha commentato la sentenza con poche parole: sulla fine della sua carriera politica, a causa dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici ha detto: «ritengo che questo sia uno scenario troppo pessimistico, confido nel secondo grado».
E’ caduta l’accusa più pesante ovvero quella dell’associazione per delinquere. Inoltre il numero dei capi di imputazione per cui si è proceduto con l’assoluzione è numericamente superiore a quello per cui si è proceduto con le condanne. Entro 90 giorni i giudici dovranno presentare le motivazioni.

L'ATTESA
Da questa mattina aleggiava nell'aula uno del Tribunale di Pescara un cauto pessimismo da parte degli imputati che hanno atteso la sentenza passeggiando nervosamente nei corridoi del Palazzo di Giustizia. Nel corso dell'ultima udienza che ha preceduto la Camera di consiglio si è discusso di alcuni sequestri preventivi a carico degli imputati tanto che l'argomento era stato visto come un triste presagio.

LE PENE
Enzo Cantagallo, anche in considerazione della continuazione dei reati ha ricevuto una condanna di 5 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici che significa la fine della carriera politica (se la condanna odierna dovesse resistere all’appello). E’ stata inoltre disposta la confisca (perdita della proprietà) di 50.500 euro.  
Per Duilio Ferretti la pena inflitta ammonta a 3 anni e 6 mesi con interdizione dai pubblici uffici e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Confiscati 64.500 euro.
A Rolando Canale 4 anni di reclusione e interdizione per 5 anni  con l’estinzione del  rapporto di lavoro con enti pubblici o società a prevalente partecipazione pubblica. Dunque la fine di qualunque tipo di rapporto che preveda compensi attinti da casse pubbliche. 50.765 euro confiscati.
Paolo Di Blasio reclusione per 3 anni e interdizione per 5.
Attilio Vallescura 3 anni e 2 mesi  e interdizione dai pubblici uffici per 5.
Michele Blasiotti  3 anni di reclusione e incapace di contrattare con la Pubblica amministrazione.
Guglielmo Di Febo 3 anni, interdizione per 5 anni. Stabilita anche la confisca 15.000 euro.
Alfonso Di Cola 2 anni e 2 mesi.
Fabrizio D’Addazio, Marco Savini, Simonetta Giansante e Andrea Diodoro condannati alla pena di un anno e 3 mesi di reclusione (pena sospesa)
Angiolo Barneschi, direttore di banca, condannato a 2 anni 8mesi e  2mila euro di multa.
Vengono inoltre dissequestrati i beni di Vincenzo Cirone, della Prisma, Cdc, Camel costruzioni, Alet srl.

PAGAMENTO DELLE SPESE

Tutti gli imputati condannati sono inoltre stati condannati al pagamento in solido ed in parti uguali delle spese totali di giudizio. Gli imputati che hanno poi subito la reclusione dovranno rifondere le casse dello stato per le spese relative alla detenzione.
Inoltre è stata riconosciuto il danno al Comune di Montesilvano nella somma di 200mila euro che i condannati dovranno versare in solido oltre alle spese legali sostenute dall’amministrazione per stare in giudizio.

PRESCRIZIONE
E’ scattata invece la prescrizione per Vincenzo Cirone e Giuseppe Di Pietro (Cdc Costruzioni e Prisma costruzioni)   per i fatti relativi all’affidamento del subappalto per la ristrutturazione di Palazzo Baldoni.
Prescrizione anche per i reati imputabili alle società Cdc e Prisma Costruzioni srl per aver avuto indebiti vantaggi. Prescrizione per i fatti contestati a Franco Falcone relativi ai pagamenti del 2004 a Canale . Duilio Ferretti è stato assolto per il pagamento di somme a Cirone e Di Cola relative ad anni precedenti al 2005.

FATTI PER I QUALI SONO SCATTATE LE CONDANNE
LE TANGENTI PAGATE DA BRUNO CHIULLI
Cantagallo e Rolando Canale sono stati condannati per corruzione relativamente alle somme di denaro incassate e versate dall’imprenditore Bruno Chiulli che aveva patteggiato la pena ammettendo di aver appunto versato somme all’ex sindaco e al  dirigente comunale. Si tratta della vicenda legata all’attuazione di uno stralcio del progetto denominato Prusst (deciso con delibera 2001). I due avrebbero commesso atti contrari ai doveri d’ufficio ed in particolare al conferimento diretto alla ditta Green service dell’appalto per la realizzazione di opere pubbliche in mancanza di selezione pubblica.
Non tutti i fatti di questo capo sono stati considerati per la condanna  ma solo quelli che contestavano fatti del 2005 e del 2006  per intervenuta prescrizione.  

TANGENTI DEL 5%
Cantagallo, Paolo Di Blasio e Duilio Ferretti sono stati condannati per corruzione per la loro condotta protratta negli anni di un comune disegno criminoso per la stipula di un numero non predeterminato di contratti per la realizzazione di opere pubbliche prevedendo una dazione dell’imprenditore (Ferretti) dell’importo del 5% relativo all’importo totale dei lavori da svolgere. Secondo l’accusa i due amministratori avrebbero ricevuto circa 32mila euro ciascuno per agevolare l’imprenditore.

VALLESCURA HA FAVORITO L’IMPRESA DI BLASIOTTI MICHELE
Attilio Vallescura è stato condannato per falso e corruzione ed è stato ritenuto colpevole nell’ambito delle accuse che ruotano intorno alla concessione di cubatura in più (raddoppio) sul terreno acquistato da Agnellini Antonella (posizione poi stralciata). Vallescura ha anche attestato falsamente che l’opera da sanare risalisse ad epoca coperta dall’ultimo condono. Vallescura e Michele Blasiotti sono stati condannati anche per aver falsificato documenti  relativi al rilascio del certificato di abitazione.

PROROGA ILLECITA PER LA MANUTENZIONE DEI FOSSI
Alfonso Di Cola e Duilio Ferretti sono stati condannati per corruzione per i fatti relativi alla proroga illecita della concessione delle opere di  manutenzione dei fossi  di scolo delle acque bianche del Comune di Montesilvano dietro pagamento di Ferretti.

LE OSSESSIVE RICHIESTE DI GUGIELMO DI FEBO
Il tribunale ha ritenuto inoltre colpevole del reato di concussione Gugliemo di Febo nei confronti dell’imprenditore Chiulli per avergli prospettato futuri problemi dei pagamenti da parte del Comune nei confronti dell’imprenditore se non avesse  «soddisfatto le sue ossessive richieste di soldi (giungendo a fargli dire per interposta persona  che l’avrebbe “distrutto”)».

FAVORITISMI PER LA DITTA GIANSANTE SIMONETTA
Cantagallo, Canale, Fabrizio D’Addazio, Marco Savini, Simonetta Giansante e Andrea Diodoro sono stati giudicati colpevoli di aver favorito la ditta di Giansante Simonetta scrivendo il falso nella delibera n.80 del consiglio comunale che aveva per oggetto “proposta di accordo di programma per l’incremento della volumetria edificabile in cambio di sovvenzionamento di opere pubbliche di interesse primario per il Comune».
Gli stessi avrebbero poi «indotto in errore» il Consiglio comunale ad approvare il suddetto accordo di programma che prevedeva una monetizzazione  dell’area pubblica di 42 euro a metro quadro mentre il funzionario istruttore l’aveva stimata a 100 euro, creando così un danno all’amministrazione comunale.

DIRETTORE CONDANNATO PER TRASFERIMENTO DELLA TANGENTE A DUBLINO
Il direttore della filiale della banca Toscana di Montesilvano, Angiolo Barneschi, è stato condannato per riciclaggio per aver permesso il trasferimento dei soldi passati attraverso il conto della madre di Cantagallo (Maria Chiola) verso la Montepaschi Life Ltd con sede a Dublino per l’acquisto e l’alimentazione della polizza vita. L’accusa ha ritenuto che una somma di poco superiore ai 300mila euro sia stata trasferita illecitamente «con la consapevolezza della provenienza delittuosa del denaro».

LA VALANGA DI ASSOLUZIONI
Molto più lunga la lista dei capi di imputazioni per i quali gli imputati sono stati assolti. Il primo ed il più importante riguarda l’accusa di associazione a delinquere che dunque non è stata riconosciuta dal collegio giudicante (probabilmente mancando prove univoche dei legami tra i vari imputati). Assolti dunque con la formula «il fatto non sussiste» Cantagallo, Gallerati, Vallescura, Di Febo, Di Blasio, Savini, Tomei, Canale, Cirone, Chiavaroli, Lotorio, Di Pietro, Enzo Paglione, Luca Bitondo.
Assolti «perché il fatto non sussiste» Attilio Vallescura, Mario Loco per la corruzione relativa al Pint ed i benefici alla ditta Alet srl di Enio Chiavaroli con atti contrari ai doveri d’ufficio in seguito a corruzione.
Assolto anche Michele Blasiotti per l’indebito raddoppio della cubatura. Assolti Canale, Gallerati e Cirone perché il fatto non sussiste in merito alla corruzione relativa agli appalti assegnati alle ditte Prisma costruzioni e Cdc Costruzioni (di Pino di Pietro).
Assolti «perché il fatto non sussiste» Ferretti, Paglione (corruzione per l’aumento di cubatura); Marco Savini per i contributi richiesti a Vladimiro Lotorio per favorire la Camel di Lotorio e per il contributo (1500 euro)  chiesto a Bruno Chiulli.
«Il fatto non sussiste» anche relativamente ai capi di imputazione che prevedono «con artifizi e raggiri» lo scomputo degli oneri concessori «mentre in base all’articolo 16 comma 2 dpr 380/2001 sono scomputabili soltanto gli oneri concessori di urbanizzazione e non anche i costi di costruzione». Quest’ultima applicazione della norma evidentemente è stata ritenuta dai giudici non corretta.
Nessuna responsabilità amministrativa per le ditta Camel srl,   
Assolti Di Blasio, Cantgallo, Tomei, Lamberto Di Pentima, Di Febo, Canale per il reato di calunnia relativamente all’ideazione di una lettera anonima con esposto alla procura  «con la quale accusavano falsamente il dirigente della squadra mobile Nicola Zupo e l’ispettore Nonni di aver agito con parzialità nell’esercizio delle loro funzioni a fini di interesse personale».
Assolto Enzo Perilli e la società Parco Alto per la convenzione stipulata con il Comune di Montesilvano per l’edificazione di tre edifici nel comparto “Pp”. Assolto anche Luca e Alberto Bitondo per la corruzione in favore di Cantagallo.
Anche la madre di Cantagallo, Maria Chiola è stata assolta per il reato di riciclaggio in concorso.  
Il poliziotto Salvatore Colangelo invece è stato assolto dall’accusa di omessa denuncia di reato non avendo denunciato che Cantagallo sapeva di essere sotto indagini. Assolto «perché il fatto non costituisce reato».

Alessandro Biancardi