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Erosione della costa teramana: Confcommercio:«occorre programmare interventi ora»

L’organizzazione bacchetta la gestione degli interventi sulle coste

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TERAMO. Oltre le bandiere blu c’è di più. Per esempio una gestione corretta e responsabile del territorio, dove per territorio qui si intende l’arenile.



La Confcommercio interviene per sensibilizzare la regione sul problema che si va acuendo della erosione specie nella zona del teramano che pure sta investendo molto per rilanciare il suo turismo balneare.
Così il direttore Celso Cioni rivolge quesiti ben precisi alla Regione Abruzzo i quali attendono risposte.
«Si devono progettare opere marittime a difesa della costa tenendo conto di dati reali», scrive Cioni, «Studi derivanti dalla boa onda metrica di Ortona a cui segue la stima, e parliamo di stima e non di misura, delle grandezze meteo marine lungo costa (es. direzione, verso e intensità delle correnti lungo costa, trasporto solido potenziale, erosione derivante da mareggiate) mediante modelli matematici di trasporto delle onde da Ortona alla costa, sono risultati azzardati. Tale rischio lo si conosceva in quanto già ampiamente spiegato nell’Atlante delle coste - “Il moto ondoso a largo delle coste italiane” dell’Ispra».
Eppure secondo la Confcommercio si è proceduto lo stesso non tenendo conto di quanto già indicato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e non si è proceduto quindi a misurare direttamente alcune grandezze meteo marine lungo costa utilizzando per esempio dei correntometri. Perché?
La Confcommercio poi si domanda se la gestione ragionale ed integrata delle coste abruzzesi tiene conto degli effetti  post-opera e se sì cosa prevedevano i modelli matematici riguardo l’area di Martinsicuro, Villa Rosa e Alba Adriatica con l’uso dei correntometri in posto.
«E’ stata mai fatta», continua la Confcommercio,  «una stima dei costi del monitoraggio delle correnti marine lungocosta fatta mediante appositi correntometri?  Si è confrontato in termini di costi/benefici i due metodi di progettazione, ovvero da una parte la stima mediante appositi modelli matematici di trasporto delle onde da Ortona alla costa mentre dall’altro la misura diretta delle correnti lungo costa? Ci troviamo a chiedere risposte tecniche reali, credibili, capaci di rispondere alle esigenze del territorio. Gli operatori turistici dei paesi del Teramano ma anche dell’intera costa abruzzese non possono continuare a vivere nell’incertezza che una forte perturbazione meteorologica e/o una ennesima improvvisa mareggiata arrechino continuamente danni economici ingenti (pubblici e privati) nonchè di immagine, che vanno a devastare il turismo abruzzese, l’impegno degli operatori e degli enti locali, la programmazione delle risorse turistiche e non ultimo, gettino al vento impegni economici di notevole entità».