IL CASO

Neve: chiusi impianti Gran Sasso, albergatori contro Cialente. Ma venerdì si riapre

Resta solo l'incognita delle condizioni meteo

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L'AQUILA. «Sindaco vai a casa»: è unanime il coro degli operatori turistici di Fonte Cerreto, località alla base della funivia del Gran Sasso che conduce alla stazione sciistica di Campo Imperatore.
Attribuiscono al primo cittadino aquilano, Massimo Cialente, la responsabilità nei ritardi dell'apertura degli impianti di risalita, con la stagione «praticamente saltata». Ieri mattina si sono dati appuntamento per protestare esponendo striscioni e manifesti. «Cialente ha ucciso il Gran Sasso - dice l'albergatrice Ada Fiordigigli, vicepresidente dell'associazione Gran Sasso Treessessanta che ha organizzato la manifestazione di questa mattina -. La stagione ormai è andata. Quando hanno saputo degli impianti ancora chiusi gli sciatori hanno disdetto le prenotazioni. Il sindaco non può accusarci di essere incapaci, può dirlo se tengo chiusa la struttura mentre tutto il resto è in funzione. Ma non è così. Perché i turisti dovrebbero venire qui se non possono sciare?».
Il 20 dicembre scorso alcuni consiglieri comunali dell'opposizione durante la prima conferenza territoriale sul turismo promossa dal Comune avevano issato cartelli di protesta contro la mancata riapertura degli impianti di Campo Imperatore, chiedendo al sindaco una data «credibile» o le dimissioni.
«Il 28 dicembre gli impianti sciistici di Campo Imperatore dovrebbero riaprire in modo da salvare un pezzo di stagione», ha detto l'assessore al Turismo del Comune dell'Aquila, Lelio De Santis.
Oggi intanto è atteso l'ok del Ministero dopo il sopralluogo della speciale commissione. L'assessore utilizza il condizionale perché, sottolinea, «la situazione è relativa alle notizie riferite dalla Direzione e dal Cda del Centro turistico del Gran Sasso. Il Comune e il sindaco non possono fare né più né meno - continua De Santis -. E forse il Cda doveva fare qualcosa e di più concreto prima, l'ho detto personalmente ai componenti».
Nel ribadire che «solo le polemiche non servono a nulla», De Santis ha spiegato che per il Gran Sasso serve un progetto di rilancio partendo «dalla privatizzazione».
«C'é bisogno di un progetto complessivo, un programma preciso per non fare che ogni anno ci si ritrovi a fare le cose all'ultimo momento - continua l'assessore -. E la strada è l'investimento, poi la privatizzazione. Naturalmente, anche il Comune deve investire nelle strutture e poi fare delle scelte».
Nei giorni scorsi De Santis ha promosso un primo convegno sul turismo, nel corso del quale c'é stata la protesta di alcuni consiglieri comunali di opposizione. Ora lancia un messaggio anche agli operatori alberghieri e turistici: «Non è che si devono fare le cose perché strilla l'imprenditore: dobbiamo lavorare tutti insieme, anche gli imprenditori devono essere coinvolti nella stesura e nell'attuazione del progetto complessivo da protagonisti».

VENERDI' SI RIAPRE
E come da previsione una nota ufficiale annuncia che domani, venerdì 29 dicembre, a seguito del parere positivo espresso dall' USTIF (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi ) sugli impianti di risalita della stazione di Campo Imperatore, «compatibilmente con le condizioni atmosferiche, gli impianti verranno aperti».