L'INCHIESTA DELLA GDF

L’ex presidente Coletti: «mai spese folli con la carta di credito della Provincia»

Sull’Irap e sull’Inpdap non pagate: «i dirigenti sono in grado di chiarire tutto»

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Tommaso Coletti

Tommaso Coletti


CHIETI. «Escludo un mio uso privato della carta di credito che la Provincia concede al Presidente in carica. Ricordo solo che in 5 anni al massimo avrò speso 5 mila euro per situazioni di emergenza. Non per altro».
Tommaso Coletti, l’ex presidente della Provincia, chiarisce così la sua posizione nell’inchiesta che la Gdf di Chieti sta svolgendo sulle spese della politica nell’amministrazione provinciale. Un’inchiesta che si è focalizzata sulle spese dei gruppi politici e sull’uso della carta di credito ma anche su vicende come l’Irap non pagata sui lavoratori interinali, sull’Inpdap non versata ai dipendenti e sull’affidamento di molti incarichi di lavoro.
«La carta di credito, per sua natura, viene usata solo in caso di emergenza – continua Coletti – per esempio ricordo di averla usata alla Bit di Milano, ma quando sono tornato ho consegnato fatture e scontrini ai funzionari. Io non conservo nulla, d’altra parte il presidente non è l’archivio».
 Ma si è parlato di acquisti in gioielleria: «Non lo escludo, ma non nel senso maligno dell’acquisto, come se avessi donato qualcosa ad un amico privato – spiega meglio l’ex presidente – sarà capitato che in occasione di qualche visita istituzionale, penso a quando è stato ricevuto il sindaco di Perth con la delegazione. Non c’era l’impegno di spesa per acquistare un presente a lui e agli altri e allora avrò acquistato 400 euro di regali, mi dicono che si tratta infatti di una cifra irrisoria, come avete scritto correttamente».


 Per l’Inpdap non versata ai dipendenti?
«Ci sono state modifiche legislative su questa vicenda, ma abbiamo sempre seguito la legge».
 In effetti l’importo dell’Inpdap fu accantonato per essere pagato successivamente, poi la posta in bilancio è scomparsa ed è stata utilizzata per altre spese e forse la Gdf ci vuole vedere chiaro. Diversa la vicenda dell’Irap non pagata sui lavoratori interinali.
«Confermo: questa Irap secondo me non va versata – conclude Coletti – tanto è vero che sono tre o quattro volte che l’attuale amministrazione la inserisce nei debiti fuori bilancio, ma non la approva. Ci sono sentenze favorevoli a questa tesi, perché allora l’aggio che si riconosceva alle agenzie interinali era del 14% comprensivo di tutti gli oneri, quindi Irap compresa. Ora l’aggio è del 4-5% e l’Irap di paga. Sono tranquillo, comunque si tratta di vicende su cui i funzionari sono in grado di rispondere. Controllerò se manca qualche mio rendiconto, ma non stiamo parlando di spese folli. Ogni tanto ritorna qualche polemica strumentale su di me, c’è evidentemente chi mi vuole ancora bene».


Sebastiano Calella