ARRESTI INTERNAZIONALI

L’Aquila, sì a estradizione dell’ hacker delle carte credito

Ivan Kabov è stato arrestato nei giorni scorsi

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clonazione bancomat, skimmer
SOFIA. Il tribunale regionale di Plovdiv (sud della Bulgaria) ha deciso l'estradizione in Italia di Ivan Kabov.

L’uomo è uno dei componenti della banda internazionale di hacker di carte elettroniche di pagamento, arrestato dieci giorni fa in Bulgaria, nell'ambito di una operazione denominata 'Shock - 2', attuata dai servizi speciali bulgari e italiani con l'assistenza dell'Europol.
L'estradizione di Kabov era stata chiesta dalla procura di L'Aquila in base ad un mandato di cattura europeo. Kabov, inseme ad altri 35 membri della banda era latitante, dopo che l'organizzazione criminale era stata sgominata nell'estate del 2011 in un'operazione su vasta scala condotta dalla procura di Trani.
Il gruppo utilizzava gli skimmer, speciali microlettori che venivano inseriti nelle fessure degli sportelli bancomat, per rubare i codici delle carte. I dati venivano poi inviati per posta elettronica in Bulgaria alla centrale operativa dell'organizzazione che realizzava carte di credito vergini, cloni di quelle originali.
In tre anni, dal 2008 al 2011, i malviventi erano riusciti a lucrare in Italia e altri paesi europei fino a 150.000 euro a settimana. Il denaro veniva poi riciclato attraverso società con sede a Sofia. La decisione di oggi del tribunale di Plovdiv non è definitiva e potrà essere impugnata nel giro di 5 giorni davanti alla Corte d'appello di Plovdiv.
Solo qualche giorno fa a L’Aquila c’è stata una ennesima valanga di arresti da parte della procura aquilana: in manette 35 persone che clonavano carte di credito. Agli indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di frodi informatiche, alla clonazione e all’indebito utilizzo di carte di pagamento.
Nel corso dei due anni di indagine, il pool interforze di investigatori aveva gia' tratto in arresto 49 ulteriori affiliati alla medesima organizzazione, sorpresi sul territorio italiano mentre manomettevano gli sportelli bancomat.