LA SENTENZA

Estorsione, assolto l’ex direttore generale della Serfina

Per il giudice «il fatto non sussiste»

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Il gip Paolo Di Geronimo

Il giudice Paolo Di Geronimo

CHIETI. Assoluzione con formula piena in primo grado e non si esclude un appello.


Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Chieti, Paolo Di Geronimo, ha assolto ieri, perché il fatto non sussiste, l'ex direttore generale di Serfina, Romeo Di Fonzo.
L’uomo era accusato di estorsione e tentata estorsione. Il pm, Andrea Dell'Orso, aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di reclusione. Di Fonzo, che era assistito dagli avvocati Giovanni Legnini e Marco Femminella, nei mesi scorsi aveva chiesto ed ottenuto il rito abbreviato. Ieri l’assoluzione.
I reati, secondo l'accusa, sarebbero stati commessi nei confronti delle figlie, della moglie e del genero di un noto costruttore di Chieti, Nicola Serano, costretti a sottoscrivere una fideiussione in bianco nel novembre del 1999 dietro la minaccia di un'azione giudiziaria per recuperare un credito vantato nei confronti di una società di Serano.
Secondo le vittime la ditta era stata fatta fallire dalla banca che poi si era rivalsa sui familiari «ai quali aveva fatto firmare delle fidejussioni in bianco, così la somma da restituire di 100 mila euro è diventata 500 mila euro per esempio. Non solo- spiegò l’avvocato- la banca ha distratto a suo favore i soldi che la famiglia rimetteva per ripianare il proprio debito». Comportamenti denunciati dall’imprenditrice nel 2008 e poi al vaglio della Procura. Nel frattempo l’imprenditrice aveva ottenuto la sospensione delle aste giudiziarie con decreto del Prefetto e del Presidente del Tribunale di Chieti.
Per ricostruire i fatti contestati all’ex direttore generale, la Procura si è avvalsa di un perito contabile ma anche della relazione della Banca di Italia, relativa alla visita ispettiva presso Serfina del ottobre/dicembre 2009, che espresse un giudizio complessivamente sfavorevole sull’istituto di credito.
Di Fonzo raggiunto telefonicamente dall’agenzia Ansa si è detto soddisfatto della formula ampiamente assolutoria e che ha dimostrato la palese insussistenza dell'accusa nei suoi confronti.