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Rifiuti Pescara, nuovo piano provinciale: «superare la soglia del 55% di differenziata»

Pubblicato sul Bura, fissa paletti precisi

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Rifiuti Pescara, nuovo piano provinciale: «superare la soglia del 55% di differenziata»
PESCARA. E’ stato pubblicato sul Bura del 19 dicembre il Piano provinciale gestione rifiuti 2011-2015.


L’iter relativo a questo strumento di pianificazione, che ha avuto il via libera del Consiglio provinciale, ha preso il via nel 2011. L’adozione è avvenuta un anno fa, dopodiché c’è stato prima il passaggio in Regione e poi la fase delle osservazioni (ne sono arrivate 11) fino alla conferenza di servizi per il via libera definitivo. A parlarne sono stati oggi il presidente della Provincia Guerino Testa e l’assessore Mario Lattanzio i quali hanno ricordato che si tratta di uno «strumento snello e dinamico, al passo con la normativa e con obiettivi lungimiranti».
Il territorio della Provincia di Pescara viene suddiviso, con questo Piano (il precedente era del 2003), in quattro aree: la costa (area A), la media valle della Pescara (area B), l’area vestina (area C) e l’area pedemontana (area D) – ha spiegato Testa. Tra gli obiettivi principali indicati nel Piano ci sono l’aumento della raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali recuperabili.
I dati indicano bene il traguardo previsto. Nel 2010 le percentuali di raccolta differenziata erano pari rispettivamente al 27, al 42, al 23 e al 22 per cento, in ciascuna delle quattro aree, ma entro il 2015 questi valori dovranno raggiungere, nell’ordine, il 55, il 70, il 65 e il 65 per cento, stando alle previsioni della legge e alle indicazioni del Piano. Peraltro questi sono valori «minimi e realisticamente ipotizzabili alla luce delle basse percentuali pregresse».
Per ridurre i rifiuti tradizionalmente intesi e incrementare la percentuale di differenziata vengono indicate una serie di attività da intraprendere e in particolare: sviluppo dell’autocompostaggio (che sostituisce e integra la raccolta dell’organico) con forme di incentivazione per produrre il compost, accordi con il sistema della distribuzione e della ristorazione (nonché concertazione con il Conai), eliminazione dei prodotti a perdere nelle pubbliche amministrazioni e riduzione dei rifiuti, promozione degli ecocentri, raccolte con circuiti autonomi per sfalci, potature, ingombranti e altro, utilizzo di materiale usa e getta nelle mense scolastiche, promozione di servizi sociali e iniziative last minute, approvazione di manuali di acquisti pubblici ecologici, tracciabilità dei rifiuti.
Per quanto riguarda l’impiantistica per il trattamento, gli impianti contemplati nel Piano sono diversi centri di raccolta (Scafa è in dirittura d’arrivo), le stazioni ecologiche (almeno 4), due piattaforme (di supporto alle differenziate), di cui una ad Alanno e una a Loreto già pronta, un impianto di compostaggio e di selezione/biostabilizzazione nella zona di Spoltore e impianti di discarica residuale. Per questi ultimi il Piano non indica dei siti precisi ma delle aree potenzialmente idonee per cui dovrà essere il soggetto gestore (Ambiente spa) – come specificato dalla Regione Abruzzo - ad indicare il sito dove realizzare l’impianto di discarica residuale, o gli impianti.

250 MILA EURO PER IL COMPOSTAGGIO
Per quanto riguarda il compostaggio la Provincia ha già erogato 250 mila euro ai Comuni dell’area Vestina e Majella per promuovere il compostaggio (finanziando le compostiere domestiche) mentre per la realizzazione degli impianti sarà chiesto alla Regione di accedere ai fondi esistenti per questo settore (35 milioni di euro).
Il Piano è stato messo a punto dagli uffici della Provincia (dirigente Gianfranco Piselli) con la consulenza dell’ingegnere Andrea Cirelli di Ferrara.