DELITTO E PAURA

Donna uccisa in casa, il medico legale: «delitto intricato»

Oggi pomeriggio l’autopsia

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Donna uccisa in casa, il medico legale: «delitto intricato»

La casa del delitto

VASTO. Quella di ieri è stata una giornata molto intensa per gli investigatori che hanno lavorato senza sosta per risolvere il caso.


Michela Strever, pensionata 73 enne, ieri mattina è stata trovata senza vita nella sua abitazione: una casa colonica in località Villa De Nardis dove viveva da sola, con una modesta pensione. A dare l’allarme era stato il fratello Tonino, preoccupato perché la donna non aveva risposto. Prima è entrato nell' abitazione usando una scala esterna e rompendo un vetro al primo piano poi ha allertato anche i vigili del Fuoco che hanno dovuto segare il cancello esterno che era chiuso a chiave. Un cancello che, da quanto emerso, era stato fatto installare solo qualche anno fa per motivi di sicurezza. La donna, infatti, già in passato era stata vittima di un furto.

«MORTA PER SOFFOCAMENTO»
Strever è stata trovata stesa su un lettino nella cucina, al piano terra. Polsi legati e un fazzoletto in bocca che ne avrebbe causato il decesso. «Si tratta di un delitto molto intricato, solo l'esame autoptico potrà chiarire alcuni dubbi», ha detto ieri il medico legale Pietro Falco al termine della ricognizione cadaverica, avvenuta in due fasi. La donna non presenterebbe lesioni dovute ad armi, verosimilmente la morte sarebbe avvenuta per soffocamento. Dopo un primo esame, subito dopo il delitto, un secondo è stato eseguito nel tardo pomeriggio, dopo un briefing in caserma con i militari del Ris di Roma, giunti a Vasto per coadiuvare le indagini. L'autopsia è stata fissata per oggi alle 15, presso l'obitorio dell'ospedale di Vasto.

CASA A SOQQUADRO, MANCHEREBBERO UNA DECINA DI EURO
E ieri i Ris hanno passato al setaccio tutta la casa alla ricerca di tracce. Verifiche e acquisizione di materiale ritenuto utile ci sono state anche all’esterno dell’abitazione dove potrebbe essere cominciata l’aggressione alla donna. Secondo gli inquirenti, infatti, Strever potrebbe essere stata avvicinata da qualcuno quando si trovava in giardino e poi costretta ad entrare in casa con il malvivente o i malviventi, al momento non si sa ancora quanti fossero.
Si cercano impronte ma si cerca di capire anche che cosa sia stato portato via dall’abitazione. Secondo una prima ricognizione mancherebbero all’appello poche decine di euro, quelli a disposizioni della donna per la vita ordinaria che viveva con la pensione minima.
Intanto la famiglia ha provveduto a nominare come legale l'avvocato Arnaldo Tascione. Il fratello della vittima è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal procuratore capo della Repubblica Francesco Prete, tra i primi ad arrivare ieri nel casolare in via Villa De Nardis. Così come sono stati ascoltati alcuni vicini che hanno confermato che la donna era una persona tranquilla, gentile che viveva in maniera modesta.