SANITA'

Centro psichiatrico L’Aquila, dopo l’ispezione scattano i sigilli

Lo annuncia il presidente Ignazio Marino

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Mascitelli e Marino

Mascitelli e Marino

L’AQUILA. La Commissione d'Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale ha avviato il sequestro di alcuni container del centro diurno psichiatrico di L'Aquila.

Lo ha annunciato oggi a Roma il presidente Ignazio Marino. Oltre alle strutture aquilane, sono interessate dal provvedimento anche il reparto 'Pesa' dell'ospedale psichiatrico di Montelupo Forentino, l'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto. Le operazioni, cominciate questa mattina, sono una diretta conseguenza delle ispezioni svolte sul territorio nove giorni fa.
«Si tratta di provvedimenti gravosi di cui la Commissione si assume la responsabilità - ha spiegato Marino - nonostante i miglioramenti notati nei due Opg il diritto alla salute non è assolutamente garantito».
Già dopo l’ispezione dei giorni scorsi, ad opera dei Nas, la situazione sembrava difficile tanto da far ipotizzare una chiusura imminente della struttura aquilana. Erano state riscontrate infiltrazioni d’acqua diffuse e servizi igienici carenti, il senatore dell’Idv Alfonso Mascitrelli, delegato della Commissione d’Inchiesta che aveva partecipato all’ispezione insieme, aveva denunciato una «situazione insostenibile» e parlato senza mezzi termini di «un atto vergognoso contro la dignità degli aquilani e il diritto alle cure»
Una ispezione era stata effettuata già nel marzo scorso ma le denunce sono continuate tanto che la Commissione ha promosso un nuovo sopralluogo che non avrebbe portato a risultati diversi rispetto alla volta precedente.
A nove giorni dall’ispezione, e dalla redazione dei verbali, dunque, il sequestro è parso a quanto pare l’unica via percorribile. Alcuni giorni fa il manager dell’Asl Aquilana aveva comunque annunciato la volontà di spostare il centro altrove. 

«Il Direttore della Asl Giancarlo Silveri», commenta il presidente dell'associazione “180amici-L'Aquila”, Alessandro Sirolli, «continua a fare promesse e ad annunciare “Cronoprogrammi” costantemente mai rispettati (vedi Ospedale S.Salvatore), offendendo la dignità dei cittadini utenti e degli operatori e non confrontandosi con la nostra associazione che tutela i diritti dei cittadini per la salute mentale.
E’ gravissima la responsabilità di Silveri in questa storia e per questo esigiamo immediati provvedimenti a tutela della continuità delle attività riabilitative semiresidenziali , altrimenti sarà della Direzione la responsabilità dell'interruzione di un pubblico servizio».
L’associazione da mesi chiede chiarimenti e cerca risposte e nell’ultimo anno sono state molteplici le sollecitazioni alla Asl cadute nel vuoto.

La situazione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) italiani è ancora peggiore di quella delle carceri, e nonostante una legge ne preveda la chiusura entro pochi mesi c'é il rischio che la loro esistenza venga prorogata.
La legge già approvata e finanziata dal Parlamento prevederebbe la chiusura delle strutture esistenti, attualmente 6 sul territorio nazionale, entro il 31 marzo del 2013 e la loro sostituzione con dei piccoli ospedali regionali con un finanziamento già approvato di 120 milioni di euro per il 2012 e di 60 per l'anno prossimo, oltre ad altri per il personale. Ad oggi però, hanno sottolineato i senatori, mancano i decreti del Governo di destinazione delle risorse: «Non vorrei che spuntasse qualche proroga in qualche emendamento dell'ultimo minuto - ha affermato Maurizio Saccomanno del Pdl - . Il problema riguarda forse poche persone ma un terzo di queste è virtualmente sequestrato, avrebbe tutti i requisiti per uscire dalla struttura, e molti non hanno avuto neanche il giudizio di primo grado. Questi soggetti sono dei veri e propri martiri».