UdA, ok del CdA al bilancio, qualche mugugno per i 19 dipendenti promossi

La contestazione dietro l’unanimità: chi deve ispirare il documento contabile?

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UdA, ok del CdA al bilancio, qualche mugugno per i 19 dipendenti promossi
CHIETI. Un CdA partecipato e più vivace che in passato, ma sostanzialmente tranquillo, quello di ieri all’università di Chieti.

E’ stato infatti approvato senza problemi il bilancio della d’Annunzio e qualche mugugno c’è stato solo da parte di un consigliere che si aspettava – o aveva immaginato – compensi maggiori per la sua carica. Qualche strascico invece per la vicenda dei 19 dipendenti “promossi” utilizzando una graduatoria ampiamente scaduta, ma anche qui nessuna sfiducia al rettore Carmine Di Ilio ed al direttore amministrativo Filippo Del Vecchio. Infatti, a tagliare la testa al toro delle contestazioni, entrambi si sono assunti la paternità esclusiva e la responsabilità del provvedimento adottato nonostante le molte perplessità sia sindacali che del Senato accademico che – sembra – anche dei revisori dei conti. Insomma il secondo appuntamento del CdA ha visto un rettore più disponile e tranquillo, più aperto al dialogo ed all’ascolto e tanto sicuro da comunicare anche la notizia, peraltro nota da tempo, che sul direttore amministrativo in carica pende una vicenda penale che sarà decisa il 13 marzo prossimo all’Aquila, con tutte le eventuali possibili ripercussioni sul suo rapporto di lavoro con la d’Annunzio. 


Il clima interno dell’UdA è molto teso, ma i problemi sono altri e non riguardano solo il malcontento che serpeggia tra il personale contro il direttore amministrativo.
Infatti questo clima potrebbe essere la spia di un malessere istituzionale, visto che sotto accusa non è il contenuto reale del bilancio approvato, ma i rapporti e le competenze o le invasioni di campo su questo argomento. Il significato di “tagliare” 5 mln nel bilancio preventivo – come noto - è quello di anticipare le ristrettezze prevedibili del finanziamento statale. Ma c’è un retroscena che merita di essere raccontato: si tratta di quello che è successo nei giorni precedenti l’approvazione del bilancio in Senato accademico. I bene informati raccontano che questo documento è arrivato all’attenzione dei Senatori 5 giorni prima della convocazione, il che è comunque un bel progresso rispetto a quando nelle precedenti gestioni il bilancio arrivava il giorno stesso della riunione. In questa prima bozza c’erano tutti i soldi per la Fondazione che poi sono stati tagliati nella seconda redazione arrivata dopo altri tre giorni, quindi a due dall’approvazione. In un primo momento era prevista per la Fondazione una posta da 1,8 mln (di cui 500 mila euro di contributo della d’Annunzio ed 1,3 mln per il Cesi e l’Itab) che poi invece è scomparsa.
Possibile che in tre giorni salti in bilancio un importo di questa grandezza, motivando la decisione con le proteste e le osservazioni di qualche docente contrario? Questa almeno sembra essere la spiegazione della cancellazione e della modifica attuata, almeno secondo la lettera di accompagnamento della seconda bozza. Ora si tratta di vedere chi ha firmato la comunicazione ai componenti del Senato. Se è stato il direttore amministrativo, forse si è trattato di un’invasione di campo. Il bilancio e le lettere infatti dovrebbero essere solo a firma del Rettore, il quale segue le linee del Senato per la redazione del documento contabile che poi il CdA approva, come ha fatto ieri. Probabilmente si tratta di problemi di rodaggio e sembra che sulla vicenda ci sia già stato un chiarimento tra Di Ilio ed alcuni senatori che a sorpresa - viste certe vecchie abitudini – non intendono recitare la parte delle belle statuine.
Sebastiano Calella