L'INCHIESTA

Inchiesta Cepagatti, vice sindaco respinge accuse ma si dimette

I due imprenditori D’Alessandro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

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Cesare Leone

Cesare Leone

PESCARA. Si è dimesso dalla carica di vice sindaco e di consigliere comunale di Cepagatti Cesare Leone

Lo ha reso noto, questa mattina il suo avvocato Federico Squartecchia, al termine dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis.
L’ex amministratore pubblico è stato  arrestato il 14 dicembre scorso insieme a due imprenditori aquilani, i fratelli Claudio e Antonio D'Alessandro, nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti.
Leone, che si trova agli arresti domiciliari, questa mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha respinto le accuse ma ha comunque preferito lasciare il suo incarico pubblico. I due imprenditori, anche loro agli arresti domiciliari, invece, si sono avvalsi della facolta' di non rispondere.
Gli appalti contestati dalla procura di Pescara riguardano l'illuminazione pubblica delle strade cittadine di Cepagatti e i lavori di manutenzione straordinaria della scuola di Villa Verrocchio di Montesilvano. In quest'ultimo caso l’appalto è stato aggiudicato alla ditta Edil Pescara srl che è formalmente intestata dall’architetto Arnaldo Patatra ma di fatto è gestita dai fratelli D’Alessandro. Gli investigatori della Forestale hanno dunque capito che i due imprenditori arrestati gestiscono direttamente quella ditta perché al telefono, dialogando con i fornitori, si spacciavano proprio per il legale rappresentante, Pattara.

L'accusa, a vario titolo,  per i tre è di associazione a delinquere, turbativa d'asta, corruzione, concussione, truffa aggravata. Stanno andando avanti da alcuni giorni le perquisizioni da parte degli uomini della Forestale.
L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Varone, è scaturita dalle intercettazioni effettuate nell'ambito della cosiddetta operazione "Cabina di Regia" che nel luglio 2011 ha gia' portato ad alcuni arresti eccellenti nel Comune di Spoltore, sempre nel pescarese. A seguito della denuncia di un imprenditore di Spoltore gli investigatori hanno individuato il presunto sodalizio criminale che aveva la finalita' di turbare a proprio vantaggio alcune gare d'appalto attraverso l'utilizzo di diverse societa' riconducibili sempre agli stessi soggetti.