LA CRISI

Giunta Mascia con le ore contate? Udc lascia Consiglio

Serraiocco in giunta senza autorizzazione

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IL SINDACO ALBORE MASCIA

IL SINDACO ALBORE MASCIA


PESCARA. Una crisi nell’aria già da diverse settimane che oggi ha registrato probabilmente il momento di tensione più alto.

Di sicuro non si può dire che lo strappo sia arrivato inaspettatamente dal momento che il rapporto tra il sindaco e l’unione di Centro è in bilico ormai da tempo. Non sono bastati gli appelli alla calma del primo cittadino che adesso vede venire a mancare una parte importante della propria maggioranza.
Nel corso del Consiglio Comunale di questo pomeriggio, in cui all'ordine del giorno c'era anche la discussione sulla riduzione del canone di Pescara Parcheggi, si è consumato una rottura importante che potrebbe aprire la crisi al Comune di Pescara con l'amministrazione di centrodestra ora a rischio.
I consiglieri dell'Udc (fino a ieri in maggioranza), hanno infatti abbandonato l'aula durante i lavori. La settimana scorsa l'Udc era di fatto, anche se non ufficialmente, uscita dalla Giunta, ritirando i due assessori Giovanna Porcaro (Cultura) e Serraiocco. Ma proprio quest'ultimo (che ha la delega al Prg portuale e l'Urp) aveva partecipato venerdì ad una riunione di Giunta senza l'autorizzazione del partito, ed era stato nei fatti sfiduciato, con il capogruppo Vincenzo Dogali che oggi ha dichiarato: «Vincenzo Serraiocco, per quanto ci riguarda, non é più un assessore che rappresenta l'Udc».
Il diretto interessato ha ribattuto: «Io sono con la coscienza a posto, ma vorrei capire se l'Udc fa parte della maggioranza o dell'opposizione». Duro il commento del consigliere del Pd Enzo Del Vecchio: «Da oggi al Comune di Pescara c'é una crisi politica perché la maggioranza non ha più i numeri per governare e decidere sulle cose importanti della città di Pescara». Il capogruppo di Fli Massimiliano Pignoli ha preannunciato per domani la presentazione di una mozione di sfiducia verso la Giunta Mascia. «Non è più il momento  – ha spiegato Pignoli – di fare parole, ma fatti. Sono stati buttati al vento quasi quattro anni, con una città finita in ginocchio a causa dell’incapacità politica di questa Giunta che da oggi non ha più i numeri per andare avanti. Ora dall’Udc ci aspettiamo l’ultimo atto, con il voto di sfiducia che presenterò in Consiglio Comunale, ritenendo ormai l’Unione di Centro fuori dalla maggioranza e quindi all’opposizione, dopo che oggi i aula il capogruppo ha più volte richiamato le incapacità amministrative di questa maggioranza che ha portato alla paralisi della città».
Le prossime ore saranno quelle determinanti per il futuro del governo Mascia mai così vicino al naufragio. Nei mesi scorsi l’Udc aveva fatto pressioni per una ridistribuzione delle deleghe ma il sindaco era stato fermo sulla propria posizione ricordando al partito un accordo firmato in passato con il quale l’Udc assicurava che non avrebbe avanzato pretese di sorta su eventuali rimpasti.

MASCIA OSTENTA OTTIMISMO
«Prendo atto della posizione espressa quest'oggi dalla compagine dell'Udc in merito all'assessore Serraiocco e in merito alle necessità del partito sulla politica della coalizione di maggioranza»,  così la nota di replica del sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e i consiglieri Pdl Lorenzo Sospiri e Armando Foschi. I tre ritengono «opportuno»  calmare «i clamori e gli entusiasmi di coloro che pensano di poter vedere nelle affermazioni odierne dell'Udc la caduta dell'amministrazione comunale. In realtà i partiti stanno già lavorando, come sempre fatto, e, se il Tavolo politico resta fissato per il prossimo 8 gennaio, è invece già previsto un incontro tra i coordinatori provinciale e cittadino del Pdl e l'Udc fissato per mercoledì prossimo, 19 dicembre proprio per affrontare il 'caso' dell'assessore Serraiocco e verificare le necessarie ricalibrature sollecitate dalla stessa Udc».

I CONSIGLIERI PROVINCIALI:  «NON VOGLIONO PIU’ ASCOLTARCI»
Ma a parlare in queste ore sono anche i consiglieri provinciali dell’Udc Antonello De Vico e Noco Liberati: «abbiamo chiesto chiarezza nei conti pubblici e soprattutto nella gestione delle società partecipate come Attiva e Pescara Parcheggi, lo abbiamo fatto nelle sedi istituzionali, con il linguaggio della moderazione e della responsabilità, purtroppo non siamo stati ascoltati. Anzi oggi non vogliono più ascoltarci», continuano i due, «se il sindaco decide addirittura di posticipare dopo le feste, il chiarimento che in seno alla maggioranza avrebbe dovuto blindare la ratifica del provvedimento di giunta a favore dell’abbassamento del canone di Pescara Parcheggi. C’è una città che vuole rialzarsi, e non trova nella classe politica quel coraggio di cui le famiglie e le imprese hanno bisogno per aspirare ad un New Deal, ad una rinascita che i cittadini meritano in ragione della abnegazione e della capacità di sacrificarsi per un futuro migliore».