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Unione dei Comuni della Marrucina, il Consiglio prende atto dello scioglimento

Ora si entra nella fase della liquidazione

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Unione dei Comuni della Marrucina, il Consiglio prende atto dello scioglimento
CHIETI. Il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Marrucina ha preso atto a maggioranza della decisione dei Consigli comunali di Poggiofiorito, Arielli, Canosa Sannita e Filetto che, nei mesi scorsi, avevano deliberato l’uscita dall’ente associato.

Sulla presa d’atto si sono astenuti solo i rappresentanti delle opposizioni di Filetto e Orsogna, mentre era assente il rappresentante di minoranza di Canosa Sannita. All'inizio della seduta ha lasciato l’aula il sindaco di Arielli, Luigi Cellini, il quale non ha partecipato alla votazione. Preso atto del recesso dei quattro Comuni, si è dichiarato lo scioglimento dell’ente associato che entra ora nella fase della liquidazione.
In apertura di seduta il sindaco di Orsogna, Alessandro D’Alessandro, ha presentato le dimissioni annunciate nei giorni scorsi dall’incarico di Presidente della Giunta. Una scelta con la quale D’Alessandro ha voluto evidenziare la diversa opinione dell’Amministrazione di Orsogna, che riteneva utile proseguire l’esperienza dell’Unione, pur su basi nuove ed economicamente sostenibili. «Orsogna - ha puntualizzato D’Alessandro - rispetta tuttavia le legittime scelte degli altri Comuni. Sono le difficoltà economiche e organizzative che ci hanno portati allo scioglimento, ma non è mai mancata la leale collaborazione tra i cinque Comuni che proseguirà comunque in nuove forme già dall’immediato futuro».
L’assemblea ha eletto il nuovo presidente della Giunta, il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario.

«Mi metterò al lavoro da subito - ha detto Di Sario - per formare una nuova Unione con i Comuni già presenti, nessuno escluso, e con altri paesi che vorranno entrare, ovviamente su basi diverse da questa e in linea con le recenti leggi in materia. Lo Statuto dell’ente associato, approvato 11 anni fa, non era più rispondente alla normativa in vigore e, per come era organizzata l'Unione, non c'erano le condizioni economiche per andare avanti. Ora abbiamo l’occasione di ricostruire tutto dalle fondamenta, senza portarci dietro le zavorre del passato».
Il primo cittadino di Arielli, Luigi Cellini, ha abbandonato la seduta in polemica con alcune dichiarazioni apparse sugli organi di informazione negli ultimi giorni. Cellini ha spiegato che la sua Amministrazione, insediatasi da pochi mesi, non può essere indicata tra i responsabili della fine dell’Unione. «Le colpe - ha detto - sono di chi questa Unione l’ha fondata e portata avanti facendo scelte sbagliate, e che ora vuole dare lezioni agli altri. Abbiamo valutato se si potesse andare avanti, ma abbiamo verificato che le cose non andavano. Per questo, responsabilmente, abbiamo condiviso con gli altri Comuni il percorso che ha portato allo scioglimento. Ma non possiamo accettare di vederci attribuite colpe che appartengono ad altri».

Il sindaco di Poggiofiorito, Corino Di Girolamo, ha messo in evidenza, come riconosciuto anche dagli altri amministratori, che il suo Comune ha versato all'Unione le quote pregresse (pari a 110mila euro) e che, quindi, insieme ad Arielli, è quello più in regola con il pagamento di tali quote. Ci sono ancora somme da versare, comunque entro il 2013. Proprio il costo esagerato dell'appartenenza all'Unione ha spinto, fin dallo scorso anno, il Consiglio comunale di Poggiofiorito a deliberare l'uscita dall'ente associato. «Ci stiamo già muovendo per trovare nuove soluzioni per rispondere alle norme che ci obbligano a gestire alcune funzioni in maniera associata», conclude Di Girolamo.
Anche il sindaco di Filetto, Sandro Di Tullio, ha sottolineato l'insostenibilità economica dell'Unione così come era finora organizzata. «Abbiamo fatto tutto il possibile per abbassare le quote a carico dei Comuni - ha ricordato Di Tullio -, ma la struttura dell'ente associato non ci consentiva di tagliare ulteriormente. Siamo consapevoli delle nuove norme, già stiamo trovando intese e ci adegueremo senz'altro alla legislazione in materia, cercando di continuare a dare servizi utili e più efficienti ai cittadini».