LA PROTESTA

Piscina Provinciale, tolta la corrente. «Si è rischiato corto circuito»

Mascia solidale con Testa su rescissione contratto

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PESCARA. Poco dopo le 4:30 di sabato notte è stata interrotta l’alimentazione elettrica sull’intero impianto della piscina provinciale di via Einaudi.
«Solo grazie all’intervento degli associati dell’Orione Pescara», raccontano dall’associazione, si sarebbero evitati i problemi. «Con secchi e stracci abbiamo svuotato il locale filtri a servizio della piscina e si è evitato che i filtri venissero raggiunti dall’acqua e finissero in corto circuito».
Il locale in questione, infatti, ospita un pozzetto dove confluiscono le acque filtrate e quelle che trasudano dal sottosuolo interno ed esterno alla vasca natatoria. Un’apposita pompa tiene il livello dell’acqua sotto controllo, impedendo che fuoriesca dal pozzetto e allaghi la stanza che contiene 3 filtri, del valore di 900 euro cadauno, indispensabili a preservare le condizioni igieniche della piscina.
Già da mercoledì scorso l’ente provinciale ha disposto la chiusura al pubblico della struttura per motivi di sicurezza ,a causa del distaccamento di alcune piastrelle dal fondo della vasca natatoria. Dal pomeriggio del 13 dicembre, inoltre, è stata interrotta la fornitura del gas indispensabile a riscaldare tutti i locali, causando un ulteriore rischio all’intero rivestimento della vasca: venendo meno il riscaldamento dell’acqua, il collante raffreddato causerà un distacco di mattonelle ben più grave di quello attuale. Ora l’interruzione della corrente elettrica, e il conseguente black-out degli impianti, mettono ulteriormente a rischio il materiale di proprietà della stessa Provincia.
L’associazione Orione ha contattato Palazzo dei Marmi, senza ricevere risposta alcuna. L’avvocato Raffaele Chirico, legale rappresentante dell’associazione, ha quindi inviato formale comunicazione al presidente della Provincia Guerino Testa e alla Dirigente del settore Edilizia scolastica Nicoletta Bucco chiedendo l’immediato ripristino della fornitura elettrica, declinando, inoltre, ogni responsabilità dell’associazione Sportiva Orione Pescara su eventuali danni riportati dalla struttura e dalle sue parti tecnologiche derivanti da tale situazione.

Intanto nei giorni scorsi il sindaco Luigi Albore Mascia ha incontrato il presidente Testa per approfondire la questione e capire come poter agire insieme per una soluzione della vicenda. «E’ emersa semplicemente», spiega il primo cittadino, «l’applicazione, da parte della Provincia, di una prassi amministrativa inevitabile. I problemi inerenti la passata gestione della piscina sono allo stato attuale insuperabili, innanzitutto per la morosità sulla quale la Provincia, Ente pubblico che gestisce, al pari del Comune, soldi pubblici, non può chiudere un occhio e far finta di nulla, ma ha l’obbligo di intervenire a difesa di un patrimonio pubblico e per ripristinare il rispetto di norme e regole. Poi c’è un problema grave di manutenzione non effettuata che sarebbe stato anche causa di un infortunio certificato occorso a uno studente. Comprendo e condivido le ragioni e le preoccupazioni che hanno spinto il presidente Testa a fermare, momentaneamente, l’utilizzo dell’impianto e queste ottime ragioni sono il limite che la politica non deve superare, su cui non deve e non può esercitare ingerenze perché la questione ha una natura prettamente tecnico-amministrativa dunque compete agli uffici. Piuttosto ora preoccupiamoci del futuro dell’impianto e di quanto e cosa la politica e le Istituzioni possono fare per garantire la veloce riapertura della struttura che ha una grande importanza per la città e la provincia stessa».