IL CASO

ABRUZZO. Manifesto fascista a Pescara, «il Comune aveva autorizzato». L’associazione querela Mascia

«Nessun abusivismo». Il sindaco di becca la denuncia

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ABRUZZO. Manifesto fascista a Pescara, «il Comune aveva autorizzato». L’associazione querela Mascia

Il manifesto affisso

PESCARA. I manifesti fascisti affissi nei giorni scorsi in città costano una querela al sindaco Luigi Albore Mascia.


Nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd avevano contestato l’affissione da parte del Comune di alcuni manifesti della segreteria nazionale di Fascismo e libertà nei quali si inneggiava al Fascismo come «unica forma di socialismo attuabile».
«È inammissibile», denunciarono gli esponenti del Partito Democratico Antonio Blasioli e Stefano Casciano, «che in una città come Pescara l’amministrazione comunale permetta che vengano affissi sui muri manifesti del genere».
Pronta la replica del primo cittadino che aveva promesso la rimozione immediata dei cartelloni e sostenuto che i manifesti fossero abusivi. Disse precisamente: «l’Aipa dopo la mia segnalazione, ha verificato di non aver mai ricevuto alcuna richiesta né di aver autorizzato l’affissione di manifesti richiesti dalla sigla ‘Fascismo e Libertà»
Ma come avevamo già fatto notare con una nostra fotografia, ai piedi del manifesto c’era, un po’ sbiadito, anche il timbro dell’ufficio affissioni. Che l’autorizzazione ci fosse lo conferma adesso la stessa segreteria di Fascismo e Libertà che ha querelato il primo sindaco per diffamazione a mezzo stampa. Rigettano con forza le accuse di abusivismo e hanno portato al commissariato di polizia di Lanciano la ricevuta dell’Aipa.
Il Movimento, si legge nella denuncia, il 28 novembre 2012 «ha presentato regolare richiesta per l’affissione di trenta manifesti, pagando 36 euro di tassa di affissione per tutto il periodo di affissione. Il 29 novembre i manifesti sono comparsi in città, con regolare timbro. Allego il prospetto numero 411949 indicante le note di posizione dove i manifesti sarebbero stati attaccati».
L’Aipa ha dunque autorizzato l’uscita, hanno fatto mettere a verbale dalla polizia gli esponenti della segreteria di Fascismo e libertà. Resta il mistero dell’indagine interna condotta dal sindaco. O qualcuno non gli ha riferito le cose così come sono andate o lui ha preferito gridare all’abusivismo per dribblare la polemica politica.