L'INCHIESTA

Arresti Cepagatti. Appalto scuola di Montesilvano: il Comune paga anche lavori privati

Emergono collusioni con gli enti pubblici

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villa verrocchio montesilvano

Istituto comprensivo Villa Verrocchio

PESCARA. La prima denuncia dell’imprenditore di Spoltore F.G. riguarda i lavori per la scuola di Villa Verrocchio a Montesilvano.

Inizia così formalmente l’inchiesta che ha portato agli arresti il vicesindaco di Cepagatti, Cesare Leone e gli imprenditori aquilani Claudio e Antonio D’Alessandro.
L’imprenditore-testimone racconta che in quella gara Leone lo invitò nuovamente a non partecipare e a non presentare offerte concorrenziali.
L’appalto è stato aggiudicato alla ditta Edil Pescara srl che è formalmente intestata dall’architetto Arnaldo Patatra ma di fatto è gestita dai fratelli D’Alessandro. Gli investigatori della Forestale hanno dunque capito che i due imprenditori arrestati gestiscono direttamente quella ditta perché al telefono, dialogando con i fornitori, si spacciavano proprio per il legale rappresentante, Pattara.
Anche in questo caso l’attività di intercettazione ha documentato che il responsabile unico del procedimento, Salvatore Tasso, si sia incontrato con l’imprenditore Claudio D’Alessandro, (conosciuto con il suo vero nome e non con quello falso per il quale si spacciava a volte). Proprio questo aspetto ha fatto pensare che vi sia la prova che anche il responsabile del procedimento fosse a conoscenza dell’interposizione fittizia dell’azienda.
«Anzi», scrive il giudice De Ninis, «si può addirittura dubitare del fatto che Pattara abbia mai effettivamente incontrato il Rup che pure risulterebbe aver redatto con lui il verbale di consegna dei lavori».
In pratica gli investigatori dubitano che il legale rappresentante possa aver svolto realmente un ruolo all’interno della gara per l’affidamento dei lavori pur in presenza di un verbale che sospettano essere stato firmato da altri.
Come detto anche in questi lavori appaltati il materiale elettrico viene fornito direttamente dalla ditta del vicesindaco di Cepagatti che interloquisce direttamente con Antonio d’Alessandro, «confermando lo stabile rapporto di interessenza tra i due».

COMPUTO METRICO GONFIATO
Risulta, poi, dalle intercettazioni che nei computi metrici dei lavori della scuola sono stati inseriti anche voci di riparazioni di caldaie che però si trovano nei locali di proprietà dei fratelli D’Alessandro.
Tale francesco, un impiantista, spiega:
«Eh, mo là sopra sai che ci ho messo pure? Quindi, mò ti viene un po’ di più. Praticamente ci s’ho messo pure quando ti ho riparato le caldaie e ste cose qua, ti va bene?… No ma io ho soltanto, non non mi n… Io non ho specificato lì sopra, eh!… Io ho messo solo l’aumento del prezzo però là sopra non ci sta scritto niente, que’ è una cosa che che ho detto a voce e che poi ti farò ehh… Però c’ho calcolato il prezzo in più che io poi è normale che... ti dico a parte, capito? Quanto viene, sennò è una fregatura: c’è un preventivo, capito se tu lo devi far vedere non ci posso ammettere che ho riparato le caldaie lì al tuo ufficio… Cioè la sopra comparirà solo il prezzo in più».
In altri termini, Francesco, il riparatore di caldaie, comunica ad Antonio D’Alessandro che nel calcolare il suo compenso del subappalto dei lavori di Montesilvano, viene inserito anche il costo della riparazione eseguito presso gli uffici dello stesso imprenditore; «costo che giustifica a voce, non potendo specificare in un preventivo, evidentemente non ostensibile al direttore dei lavori», commenta il giudice De Ninis, «ciò impone una verifica della condotta del responsabile unico del procedimento sull’approvazione della perizia di variante, che appare avere inglobato anche questi costi estranei all’appalto pubblico».