IL PROCESSO

Crollo Casa dello Studente, il 16 febbraio la sentenza

Dieci gli imputati alla sbarra

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Crollo Casa dello Studente, il 16 febbraio la sentenza
L’AQUILA. Arriverà il 16 febbraio 2013 l'attesa sentenza del processo per il crollo della Casa dello studente.

 

Si tratta di uno dei filoni più delicati della maxi inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila aperta dopo il sisma del 6 aprile 2009. Sabato presso il tribunale del capoluogo si è svolta l'udienza dedicata alle parti civili. Molto forte la spaccatura tra le loro richieste, condanna per tutti gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato e rinvio a giudizio per gli indagati ancora fermi all'udienza preliminare, e quelle già fatte dal pubblico ministero Fabio Picuti, che ha distinto alcune posizioni chiedendo l'assoluzione.
Al termine degli interventi il giudice Giuseppe Grieco ha rinviato al 19 gennaio 2013, quando sarà il turno delle arringhe difensive degli avvocati i cui assistiti hanno le posizioni più leggere. Il 16 febbraio, invece, parleranno i legali che dovranno cercare di smantellare le richieste più pesanti di condanna. Gli indagati erano inizialmente 11, ma la posizione del progettista Claudio Botta, 92 anni, è stata stralciata.

Dei rimanenti dieci, ad aprile 2012 otto sono stati ammessi al rito abbreviato, che ha consentito di saltare la fase dibattimentale, chiudendo i conti nell'udienza preliminare con uno sconto di un terzo della pena in caso di condanne. Sono Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, tecnici autori dei lavori di restauro del 2000, per i quali Picuti ha chiesto 4 anni di carcere ciascuno; Pietro Sebastiani, tecnico dell'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), per il quale la richiesta è di 2 anni e 6 mesi; Luca D'Innocenzo, presidente Adsu dell'epoca, Luca Valente, nel 2009 direttore Adsu, Massimiliano Andreassi e Carlo Giovani, tecnici autori di interventi minori, per questi quattro Picuti ha chiesto l'assoluzione.
Il giudice dovrà poi decidere per il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere (chiesto dal pm) su Giorgio Gaudiano, che negli anni Ottanta ha acquisito la struttura da un privato per conto dell'Ateneo, e Walter Navarra, che ha svolto lavori minori in passato: per loro infatti resta il rito ordinario