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Terremoto L’Aquila, i ‘ricordi’ tornano a casa: restituiti gli oggetti persi nel sisma

Al via la riconsegna: da lunedì prossimo fino al 14 gennaio

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TERREMOTO DANNI
L’AQUILA. Sarà un momento di gioia ma probabilmente anche di intenso dolore

Dopo quasi quattro anni dal terremoto del 6 aprile 2009 il Comune dell'Aquila ha avviato la riconsegna ai legittimi proprietari degli oggetti ritrovati dai vigili del fuoco e dalla forze di polizia tra le macerie dei palazzi crollati.
Il materiale è raccolto in alcuni scatoloni che contengono gli effetti cari, appartenenti in tanti casi a vittime del sisma, come foto, cornici, ninnoli ma anche oggetti di valore come orologi, bracciali e anelli.
In passato, in molti casi sono stati rivendicati, tanto è vero che sono divampate anche polemiche innescate. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, l'assessore alle Opere pubbliche, Alfredo Moroni, e il dirigente del sevizio avvocatura, Domenico De Nardis, hanno illustrato i vari passaggi burocratici programmati per la richiesta e la riconsegna. «Abbiamo voluto attendere il termine della fase emergenziale - ha spiegato Moroni - per evitare che nella riconsegna ci fossero errori di attribuzione».
La Polizia municipale, insieme al Settore ricostruzione pubblica e all'avvocatura comunale, si occuperanno di gestire la riconsegna, divisa in tre fasi. Dal 17 dicembre al 14 gennaio gli interessati potranno presentare un'autodichiarazione il più dettagliata possibile agli uffici della Polizia municipale. I beni verranno ricercati nel magazzino dove sono custoditi per poi essere restituiti ai proprietari. Dal 4 marzo gli oggetti rimanenti saranno esposti nella sede del Settore Ambiente e quelli che non verranno reclamati, neanche in questa occasione, saranno fotografati e dal 6 maggio inseriti sul sito del Comune dell'Aquila. In tal senso, il comandante dei vigili urbani, Eugenio Vendrame, ha spiegato che «tutti gli oggetti che rimarranno orfani di un proprietario diverranno di proprietà di chi li ha ritrovati, quindi del vigile del fuoco o di chiunque altro lo abbia materialmente recuperato dalle macerie».