L'INCHIESTA

Licenze Ncc, le minacce al sindaco: « l’11 settembre succede un’altra tragedia»

Minacce e bombardamento di telefonate contro il sindaco indagato

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Comune di Turrivalignani

TURRIVALIGNANI. Un bombardamento continuo di telefonate, con minacce esplicite.

Anche questo ha dovuto vivere il sindaco di Turrivalignani, Roberto Di Cecco, arrestato mercoledì scorso nell'ambito di un'inchiesta relativa al rilascio di autorizzazioni comunali per il servizio di noleggio con conducente (N.C.C.).
In questa maxi indagine risultano indagati in Abruzzo 295 persone dei quali 31 amministratori comunali (sindaci, assessori, comandanti dei Vigili urbani) e sono state avviate le istruttorie per il ritiro di 398 autorizzazioni rilasciate. Di Cecco viene ritenuto dalla Procura «una figura di spicco» dell’intera organizzazione.
Titolare dell’inchiesta è il pm Barbara del Bono che ha coordinato le indagini della polizia stradale di Pescara coadiuvata da quella di Pratola Peligna.

*L’ARRESTO DEL SINDACO
* «DI CECCO GESTIVA IL MERCIMONIO DI LICENZE»
* IL SINDACO RISCHIO IL LINCIAGGIO, SALVATO DALLA POLIZIA 


Con il sequestro delle licenze rilasciate dal Comune di Turrivalignani dai vigili romani inizia la frenetica azione del sindaco Di Cecco il quale «nonostante fosse palese l’illegittimità del rilascio poiché si svolgeva fuori dal territorio, invece di trovare una soluzione amministrativa (adottando i provvedimenti sanzionatori specificatamente previsti) cercava di trovare soluzioni in favore di coloro a cui erano state rilasciate le autorizzazioni per rimediare alla situazione determinate dal sequestro».
Il sindaco si trova così costretto a far fronte numerose richieste accompagnate spesso da minacce. Dalle intercettazione emerge più volte che il primo cittadino cerca in tutti i modi di calmare le loro ire, temporeggiando o offrendo soluzioni alternative ma soprattutto ricorrendo all’aiuto di altri soggetti individuati come intermediari.

LA RESTITUZIONE DEI SOLDI
Alla fine del mese di luglio 2011 il sindaco, non avendo trovato soluzioni alternative, anche attraverso la collaborazione di Fabio Falasca, chiamò Giuseppe Rossi e si impegnò a restituire una parte del denaro preso, promettendo ulteriori corresponsione nell’arco di 15 giorni e fissando l’appuntamento per il 20 luglio 2011, appuntamento poi rinviato. Per la procura si tratta dei soldi (tangenti) indebitamente percepiti per rilasciare le autorizzazioni abusive. Proprio questo episodio per la procura sarebbe la prova cardine che dimostrerebbe l’attività illecita del pubblico ufficiale nonché la prova di aver preso tangenti.

Sindaco: «Scusami per il ritardo e se ti chiamo solo ora (….) Comunque ci diamo appuntamento per il 20, segnati il 20, e ti darò una parte, poi la successiva parte dopo una quindicina di giorni che mi devono entrare un po’ di cose… ci vediamo il 20 intorno alle 13 cosicché ti fermi a pranzo anche con me perché mi farebbe piacere ospitarti a pranzo perché c’abbiamo un ristorantino che fa il pesce…
(…) Se riusciamo a risolvere qualche cosa, va bene, il 20 ci vediamo qui da me, sì riesco a dare 1… uno di quello che ti devo dare…. gli altri entro il 5 perché mi devono entrare anche a me….»


Fallite le soluzioni alternative il sindaco prende accordi con Giuseppe Rossi per la consegna di 1500 euro durante un incontro del 16 agosto 2011.
Intanto passano altri due mesi e le telefonate aumentano per cercare di incontrarsi nuovamente non senza difficoltà per la consegna della seconda parte del denaro.
Il 30 settembre 2011 Rossi butta lì una proposta

Rossi: «Senta un po’, io glie volevo dì… no… ma eventualmente anche a nome di mia moglie un vaglia postale… una cosa del genere…?»
Sindaco: «ehhh oppure devo spedire con una raccomandata…»


È galeotta fu la raccomandata…
Il 1 ottobre i due si sentono di nuovo e si mettono d’accordo per la restituzione dei soldi via raccomandata. Il sindaco Di Cecco si premura di chiedere all’interlocutore il nome e cognome della moglie e l’indirizzo a cui manderà la busta con dentro una banconota da 500 euro.
La busta è stata intercettata dalla polizia stradale di Pescara che indagava ed ha scoperto che anche il padre di Rossi per ottenere l’autorizzazione numero 34 aveva versato al sindaco di denaro per ottenerla

MINACCE : «L’11 SETTEMBRE SUCCEDE UN’ALTRA TRAGEDIA»
Il sindaco deve tenere a bada le rimostranze anche di Giovanni Buttinelli il quale da settimane chiedeva al primo cittadino di risolvere la sua situazione perché «ne ha le palle piene».
Buttinelli è uno di quelli che non può più lavorare perché la sua licenza è stata sequestrata a Roma.
La posizione del titolare della autorizzazione sequestrata è chiara: «loro hanno pagato e hanno avuto una fregatura perché non possono lavorare più».
Ma il sindaco risponde che lui la fregatura non gliel’ha data perché «gli ha dato una licenza che gli ha consentito di lavorare».

Buttinelli: «Il problema è che lei sindaco ne ha date 90 di licenze»
Sindaco: «No, sono una settantina e che le sta esaminando la procura ma che comunque dovrebbero essere liberalizzate a livello nazionale»
Buttinelli: «Io voglio sapere che fine facciamo»
Di Cecco: «Se dipendesse da me risolverei subito la situazione ma non ci riesco ad uscirne fuori»
Buttinelli: «per l’11 settembre, la data del disastro delle due torri gemelle, così se la ricorda perché anche io farò un disastro, devo avere per forza i documenti in mano o faccio un macello; chiami chi di dovere e se per l’11 non si risolverà il problema dovrà fare altre telefonate e dovrà spiegare altre situazioni…. Ho fatto sentire quella cosa ad un familiare (“una registrazione?” annotano i poliziotti ndr) che sta nella polizia giudiziaria ed ha detto che ci sono dei buoni presupposti per cui l’11 settembre dobbiamo avere delle risposte: o ci date quello che ci devono dare (soldi), oppure due licenze»


Ma i soldi da restituire a Buttinelli e Turco (l’altro conducente per cui media) sono molti: 2.500 per il primo e 8.400 euro per l’altro.
Le settimane passano ma il sindaco non riesce a restituire i soldi così la polizia ascolta al telefono che i due stanno organizzando attraverso due albanesi di loro conoscenza una sorta di aggressione ad uno degli intermediari del sindaco debitore.
E’ in questo momento che la polizia stradale che ascolta decide di intervenire ascoltando Marco Rulli il 30 settembre 2011 e Giovanni Buttinelli il giorno dopo.
Rulli avvisato dei pericoli «inizialmente dichiarava di aver fatto da tramite tra il sindaco di Turrivalignani e Mario Turco per il rilascio delle autorizzazioni, consegnando nelle mani del sindaco una busta contenente la somma di 8.000 euro in contanti in precedenza ricevuta da Turco. Successivamente però alla presenza del difensore e con le garanzie di legge si avvaleva della facoltà di non rispondere».
Buttinelli invece anche con i suo difensore decide di sostenere l’interrogatorio e di raccontare la sua versione dei fatti svelando dettagli del meccanismo del rilascio delle autorizzazioni.


Alessandro Biancardi