ARRESTI

ABRUZZO. Appalti pilotati e corruzione: arrestato vicesindaco di Cepagatti

Domiciliari anche per due imprenditori. Tutti accusati anche di associazione a delinquere

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Cesare Leone

Cesare Leone

PESCARA. Turbativa d’asta e corruzione. Appalti pilotati a Cepagatti con l’apporto del vicesindaco.

Sono in corso da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Chieti, Teramo e L’Aquila, le notifiche di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Luca De Ninis nell’ambito di un indagine coordinata dal Sostituto Procuratore, Gennaro Varone.
Sono stati tratti in arresto il vice sindaco del Comune di Cepagatti, Cesarino Leone, e due imprenditori aquilani i fratelli Claudio e Antonio D’Alessandro con l’accusa  di associazione a delinquere, turbativa d’asta, corruzione, concussione, truffa aggravata.
L’indagine è scaturita dalle intercettazioni effettuate nell’ambito della  cosiddetta  operazione  “Cabina di Regia”, l’inchiesta sull’urbanistica a Spoltore partita nel 2009 e che ha portato agli arresti nel 2011 tra gli altri dell’ex presidente del consiglio regionale, Marino Roselli e dell’ex sindaco Franco Ranghelli.
Proprio  grazie  alla denuncia di  un imprenditore di Spoltore, gli investigatori hanno individuato un sodalizio criminale che aveva come finalità quella di turbare a proprio vantaggio alcune gare d’appalto attraverso l’utilizzo di diverse società riconducibili sempre ai medesimi soggetti.
Tutto ruota intorno alla figura dei due imprenditori tratti in arresto Claudio e Antonio D’Alessandro che si sarebbero aggiudicati diversi appalti anche nell’ambito della ricostruzione aquilana.
Sono in corso inoltre decine di perquisizioni sul territorio regionale in varie ditte ubicate nelle provincie di Pescara, Teramo e L’Aquila. Perquisiti anche gli Uffici dei Lavori Pubblici  dei  Comuni di Cepagatti  e Montesilvano.
L’attività investigativa è tutt’ora in corso per accertare se esistano ulteriori responsabilità riconducibili ad altri soggetti coinvolti  nelle indagini. 

GIRO DI IMPRESE E PRESTANOMI PER ACCAPARRARSI APPPALTI
Sono ancora in corso le perquisizioni ordinate dal pm Varone che hanno interessato anche uffici pubblici come il Comune di Montesilvano per il sospetto di un appalto truccato relativo ad una scuola.
L’ipotesi accusatoria è che Leone, vicesindaco dal 2008 a Cepagatti, sarebbe in strettissimo contatto con gli imprenditori, i fratelli D’Alessandro. Secondo quanto si apprende gli imprenditori utilizzerebbero una serie di ditte formalmente intestate ad altre persone ma direttamente gestite da loro stessi con l’obiettivo di truffare e pilotare le gare di molti appalti in tutta la regione. Sembrerebbe anche che il ruolo di Leone sarebbe quello di agevolare direttamente le imprese amiche intervenendo anche in prima persona per allontanare concorrenti pericolosi ed in almeno due casi intimando chiaramente ad un imprenditore di ignorare l’avviso di partecipazione ad una gara e dunque di non presentare offerte perché il vincitore doveva essere una ditta riconducibile ai fratelli D’Alessandro.
Cosa otteneva in cambio il vicesindaco di Cepagatti? Secondo la Forestale che ha indagato per oltre un anno Leone avrebbe ottenuto subappalti con la sua ditta che lavora nel campo della fornitura elettrica.

L’IMPRENDITORE CHE NON CI STA
L’inchiesta nasce da una circostanza curiosa poiché nel 2010 i Forestali stavano indagando su Spoltore e ascoltavano numerosi telefoni. Su uno di questi arrivò la telefonata di un imprenditore che raccontò fatti che si riferivano al vicesindaco di Cepagatti e alle imprese di D’Alessandro. Nello specifico si raccontava una esperienza su un appalto di Montesilvano. Sembrerebbe –da quanto riesce ad apprendere PrimaDaNoi.it- che l’imprenditore chiamato dagli inquirenti abbia deciso di raccontare i dettagli dei suoi incontri e dei “consigli” che Leone gli aveva voluto dare. Avrebbe raccontato che sia l’amministrazione comunale di Cepagatti che quella di Montesilvano avevano bisogno di invitare alcune ditte per certi appalti ai quali però non doveva presentare alcuna offerta.

GLI APPALTI PILOTATI
Per la procura sono almeno due gli appalti che sarebbero stati pilotati ed eterodiretti. Si tratterebbe di quello per i lavori di pubblica illuminazione di Cepagatti affidati alla Ediltecnica srl di fatto controllata, secondo la procura, dai fratelli D'Alessandro.
L'altro appalto che si sospetta in qualche modo viziato è quello della scuola di Montesilvano di Villa Verrocchio per cui sono stati previsti lavori di ampliamento. Gli inquirenti parlano di «collusione» tra diversi apparati che gravitano nelle due amministrazioni tra cui anche tecnici e direttori dei lavori.

LE DITTE PRESTANOME
Tra le ditte che graviterebbero nell'orbita dei D'Alessandro, che con questi si scambiano lavori e favori, o che sono fittiziamente intestate ad altre persone figurano il Consorzio Stabile Abruzzo Lavori di proprietà di Claudio D'Alessandro, la Edil Pescara (amministrata da Arnaldo Pattara), la Tecnorestauri appalti srl (rappresentata da Franca Marzio e Andrea D'Alessandro, moglie e fratello di Claudio D'Alessandro). La Elettroimpianti Leone è la ditta del vicesindaco di Cepagatti.
Le indagini tuttavia avrebbero appurato che vi sarebbero anche altre ditte coinvolte nel gioco orchestrato dai D'Alessandro che potrebbero aver avuto ruoli importanti anche nella ricostruzione aquilana del post terremoto. L'utilizzo di più ditte e di prestanome ha il non trascurabile vantaggio di schermare i veri vincitori degli appalti che sarebbero in realtà sempre gli stessi ma che dalle carte degli enti pubblici invece non emergerebbe. Gli investigatori della forestale stanno anche cercando di ricostruire la geografia degli interessi in gioco e dei personaggi e capire se in realtà gli stessi fratelli D'Alessandro non siano di fatto i prestanome di qualcun altro.

Alessandro Biancardi