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Università Teramo, docenti: «creare federazione degli atenei regionali»

Ieri assemblea con candidato rettore

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Università Teramo, docenti: «creare federazione degli atenei regionali»
TERAMO. «Adottare con urgenza tutte le iniziative possibili per arrivare quanto prima alla costituzione della Federazione delle università regionali».

E' quanto hanno chiesto i docenti dell'Università di Teramo all'unico candidato alla carica di rettore, Luciano D'Amico, nel corso di un'assemblea svoltasi ieri nell'ateneo.
«Il nostro ateneo - affermano alcuni docenti della Facoltà di Giurisprudenza - nell'anno 2011-2012 ha lo 0,42% della popolazione studentesca nazionale. L'Aquila è all'1,37%, mentre Chieti-Pescara è all'1,82%. Le tre università abruzzesi insieme raggiungono il 3,03%, l'equivalente di un ateneo medio. Rimanere isolati fa male a tutto il sistema universitario abruzzese, perché lo rende più debole. Il rischio è un lento declino di tanti corsi di laurea e facoltà».
Tra le altre questioni affrontate nel corso dell'assemblea vi sono la necessità di potenziare la ricerca in area umanistica, con una bipartizione dell'organizzazione rispetto all'area scientifica, i risparmi derivanti dallo spostamento degli uffici nella struttura di Colleparco, dopo la chiusura della sede di viale Crucioli, e l'individuazione di fondi per il funzionamento strutturale della biblioteca.
Cresciteramo fa invece appello fa appello al sindaco Brucchi e al presidente Catarra perché intervengano nella campagna elettorale dell’Ateneo e impedire che il progetto D’Amico divenga realtà.
«Sarebbe un disastro per l’economia di tutta la Provincia», denuncia l’associazione che contesta le proposte dell’aspirante rettore
Ma i capitoli «più gravi» sono due, secondo l’associazione: il primo è « la privatizzazione latente e “a rate” dell’Ateneo di Teramo in controtendenza rispetto alle proteste nel paese in difesa della scuola e dell’Università pubblicati», il secondo «la proposta a due teste di D’Amico di vendere il Rettorato e di trasformare Colleparco in una “città giorno e notte”, con Biblioteche aperte fino a mezzanotte, e poi festival cinematografici, bar, luoghi di ritrovo e così’ via. Un campus, sostiene. E’ da chiedersi dove D’Amico troverà i soldi per fare tutto questo: e di quali soldi si tratta, canalizzati magari da imprenditori prestanome».