UN BRUTTO FILM

La Regione non versa i 600 mila euro, «Scuola nazionale di cinema a rischio»

La Provincia de L’Aquila, invece, non ha dato i 50 mila euro promessi

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La Regione non versa i 600 mila euro, «Scuola nazionale di cinema a rischio»
L’AQUILA. Ad oltre un anno dall’apertura a L’Aquila della sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di cinema, il bilancio delle attività è senz’altro positivo, dicono i responsabili.


Inizialmente è stato consentito agli allievi dell’Accademia dell’Immagine di completare il corso di studi ottenendo il diploma regionale ed è stato poi avviato il corso triennale ordinario di “Reportage storico – d’attualità”. Il Centro Sperimentale di Cinematografia costituisce una importante realtà e risorsa culturale presente sul territorio abruzzese. A fronte di questi aspetti positivi, però, dal Centro sperimentale non nascondono l’amarezza per «il mancato rispetto degli accordi contrattuali assunti dalla Regione Abruzzo e dalla Provincia dell’Aquila».
I due enti, insieme al Comune dell’Aquila e al Ministero per i beni e le attività culturali, si sono fatti carico di sostenere finanziariamente la sede distaccata.
Infatti, dalla data di apertura della sede ad oggi, Regione e Provincia non avrebbero versato alcun contributo rispetto al dovuto (600.000 euro per la Regione e 50.000 per la Provincia), come confermano dal Centro sperimentale, mentre Mibac e Comune dell’Aquila hanno provveduto per quanto di loro competenza.
«Tale situazione - anche alla luce della norma contenuta nello statuto del Centro Sperimentale di Cinematografia che non consente di destinare risorse finanziarie statali al funzionamento delle sedi regionali - comporterà, in assenza di tempestiva erogazione del contributo da parte delle citate Istituzioni, la sospensione delle attività e la conseguente chiusura della sede a decorrere dal prossimo 31 dicembre 2012». La decisione assunta dagli organi del Centro Sperimentale di Cinematografia è «sofferta», assicurano, non solo per l’evidente danno di immagine che essa comporta, ma soprattutto «perché vanifica l’importante lavoro sin qui svolto e l’impegno profuso da parte dei docenti e degli allievi che hanno affrontato il primo anno di attività con grande entusiasmo e partecipazione».
L’auspicio di queste ore è che la Regione Abruzzo e la Provincia dell’Aquila provvedano tempestivamente ad adempiere agli obblighi assunti, «ponendo rimedio ad una situazione di grave disagio anche per la città dell’Aquila nel momento in cui avanza la propria candidatura come capitale europea della cultura nel 2019».