L'UDIENZA

Processo Ciclone, la sentenza slitta al 28 dicembre

Martedì prossimo arringa finale dell’avvocato Giuliano Milia

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Processo Ciclone, la sentenza slitta al 28 dicembre
MONTESILVANO. Slitta al 28 dicembre la sentenza del processo Ciclone che vede tra gli imputati l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo.

L’accusa ha chiesto per l’ex amministratore pubblico 6 anni  per i reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso, e calunnia.
Ieri nell’aula 1 del tribunale di Pescara era attesa l’arringa finale dell’avvocato Giuliano Milia poi slittata all’udienza che si terrà martedì prossimo, ovvero l’ultima prima della sentenza.
Milia difende oltre a Cantagallo anche Lamberto di Pentima, Attilio Vallescura e Gianni Paglione.
Hanno preso invece la parola Ennio Di Filippo, avvocato della Camel Costruzioni  e Giovanni De Marco difensore dell’imprenditore Vladimiro Lotorio.
I due,  come fatto già durante il dibattimento, hanno contestato aspramente l’interpretazione da parte della Procura delle  norme che regolano gli accordi di programma. Dubbi sono stati espressi anche sulla interpretazione di alcune intercettazioni tra gli indagati il cui senso sarebbe stato stravolto per arrivare a giustificare le ipotesi accusatorie.
Per l’avvocato Di Filippo, inoltre, la società di costruzioni Camel non avrebbe ricevuto alcun vantaggio dall’amministrazione pubblica guidata all’epoca da Cantagallo e il legale ha contestato anche l’accusa mossa in relazione allo scomputo degli oneri concessori, una pratica, ha rilevato il difensore,  in uso in tutti i Comuni ma se applicata a Montesilvano «si va a finire in galera».
Per Francesco Ciprietti, difensore dell'ex dirigente all'urbanistica Ronaldo Canale, invece l’intera inchiesta sarebbe stata frutto dell’odio dell’architetto Aurelio Colangelo, una volta che è stato fatto fuori dal Comune con la bocciatura del suo progetto.