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UdA, il Senato approva un bilancio al risparmio: taglio da 5mln di euro

Progressivo abbandono della Fondazione, gettoni ridotti agli amministratori

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UdA, il Senato approva un bilancio al risparmio: taglio da 5mln di euro

CHIETI. L’ulivo “natalizio” di fronte al rettorato della d’Annunzio come il bilancio al risparmio appena approvato dal Senato accademico: non più luci mille colori, ma piccole lampadine, nemmeno intermittenti, che suggeriscono le ristrettezze economiche attuali e future dell’università.

La previsione 2013 ruota infatti attorno al previsto taglio di 5 mln di finanziamento statale, come da legge di stabilità che il Parlamento approverà nei prossimi giorni.
 Di qui la necessità di risparmi, di recupero delle spese intermedie (come la manutenzione ordinaria e straordinaria che dalla Fondazione torna all’interno dell’università), di riduzione degli emolumenti per gli organi collegiali. Rispetto alla spesa del 2009 ci sarà un taglio dell’80% per pubblicità e rappresentanza, del 50% per le missioni, per la formazione del personale e per l’acquisto o il noleggio di autovetture.
 Insomma un cambio di rotta soprattutto sulle spese correnti per cui il prossimo anno ci saranno uscite di 235 milioni di euro rispetto ai 239 del 2012. Per le entrate, le previsioni parlano di 196 mln rispetto ai 201 del 2012, con un meno 4.941 mln, ma con un avanzo che per l’anno in corso è di 38 mln e che per il 2013 sarà di 39. Il tutto però in un quadro di incertezza, come si legge nella relazione del magnifico rettore: «le voci relative ai trasferimenti ministeriali scontano la variabile della disponibilità del bilancio dello Stato, non sempre note in anticipo, ed un meccanismo di attribuzione secondo i risultati, in termini comparativi tra Atenei, il che rende impossibile prevedere l’assegnazione».
 Chi esce con le ossa rotte da questa manovra al risparmio è soprattutto la Fondazione che non potrà più contare sull’aiuto economico dell’UdA e che dovrà sopravvivere solo con i proventi della ricerca - che nello scorso anno sono stati di circa 1,5 mln -  per pagare i 150 tra ricercatori e dipendenti.
Qualche critica anche  sull’onerosità del mantenimento delle strutture Cesi ed Itab e per la nomina di due rappresentanti UdA (Tonino Bucciarelli e Andrea Mezzetti) nel Cda della Fondazione. Dunque – come ha sottolineato il rettore Carmine Di Ilio - una «manovra di bilancio che si presenta fortemente condizionata dall’incertezza delle assegnazioni statali».
 C’è solo un punto che fa ben sperare per una premialità alla d’Annunzio: si tratta del rapporto tra le entrate (102 mln) e le uscite (costo del personale 71 mln) che è del 69%, ben al di sotto di quanto prevede la spending review che pone un limite dell’80% e che fa piazzare l’Uda tra le università virtuose. Durante la riunione del Senato, iniziato alle 10 e terminato alle 16, sono emerse anche le critiche del rappresentante del personale che ha contestato la manovra di unificare tutte le voci del salario accessorio: solo apparentemente il fondo rimane invariato, di fatto c’è una riduzione in quanto le ultime promozioni di 19 dipendenti provocheranno una minore disponibilità economica per gli altri. Critiche anche da parte degli studenti che hanno segnalato le difficoltà che vivono per la carenza di attività culturali e sportive, oltre che per la problematica delle 150 ore per i lavori appaltati agli studenti.

Sebastiano Calella