IL FATTO

La scuola delle Orsoline a rischio chiusura, arriva la Compagnia delle opere

L’ordine religioso in crisi di risorse umane cerca una nuova forma di gestione

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ISTITUTO ORSOLINE CHIETI

L'istituto di Chieti

CHIETI. «Le Orsoline chiudono»: l’allarme per questa scuola che scompare viaggia attraverso il telefono, subito dopo la riunione con i genitori che si è tenuta lunedì sera alla Civitella di Chieti, nella sede dell’Istituto scolastico.


 Il tam tam è continuato anche il la mattina dopo, con le versioni più controverse: denominatore comune lo sconcerto per la possibile scomparsa delle suore Orsoline che sono l’anima dell’omonimo istituto scolastico sulla sommità del colle di Chieti. Si tratta di un’istituzione che, al di là della sua importanza religiosa (con tanto di splendida chiesa accanto), è stata da quasi 80 anni un punto di riferimento per la scuola cattolica, dall’asilo al liceo.
Attualmente l’istituto “B. Vergine del carmine” ospita infatti una sezione per ciascun ordine di scuola: infanzia, elementare, media e liceo, con circa 300 iscritti. Calcolando questa media per gli anni di attività, per difetto il numero totale è di oltre 20 mila alunni. Dunque una perdita netta per la città, se veramente l’Istituto chiuderà. «No, non è proprio così – spiega una suora che si fa portavoce della madre generale in partenza per la casa madre di Verona – l’incontro con i genitori c’è stato, ma abbiamo solo voluto rappresentare un momento di crisi delle nostre risorse umane. D’altra parte già dallo scorso anno non abbiamo attivato la prima classe del Liceo scientifico, proprio per le nostre difficoltà. Posso tranquillizzare tutti: è solo allo studio un’ipotesi di ristrutturazione e di riorganizzazione interna. Quindi nessun preavviso di chiusura. Solo un doveroso chiarimento con le famiglie, iniziato peraltro già negli anni scorsi».


 Di più la suora non vuole dire, ma l’allarme resta e si allarga alle ipotesi di una dismissione graduale dell’impegno e della presenza delle Orsoline a Chieti, visto anche l’arrivo a Chieti della madre generale per informare i genitori della novità. Interessata all’acquisto o alla gestione dell’istituto scolastico sembra essere infatti la Compagnia delle opere, il braccio operativo di Comunione e liberazione, che da tempo è in trattative con l’Ordine religioso di Verona. Il progetto sarebbe quello di mantenere comunque aperta la scuola per l’infanzia e per le elementari o al massimo per le medie per coprire così tutto l’arco temporale della scuola dell’obbligo.
Le trattative sono state segrete, ma non tanto da non generare allarme: secondo alcuni genitori il contratto sarebbe stato già firmato e sarebbe operativo dal prossimo anno scolastico, con qualche conseguenza per gli alunni del liceo forse costretti ad iscriversi altrove. In realtà – al di là di questi aspetti pratici non secondari - la preoccupazione di questi genitori e di molti cittadini non è provocato dall’arrivo della nuova gestione, quanto dalla fine silenziosa di una presenza religiosa importante e di un’epoca travolta dalla crisi: le suore (prima le Cambustrine nell’anno 1934 e poi dal 1936 le Orsoline) fanno parte della storia di Chieti e di ciascuno degli oltre 20 mila allievi. E la loro presenza nel mondo dell’educazione – anche per l’affetto che le circonda - è un servizio difficile da sostituire. Partiti i soldati ed i carabinieri, chiusi i conventi, con le chiese senza preti la città perde la sua connotazione storica e rischia di diventare un borgo senza identità e memoria. E forse anche senza forza di reazione, se le istituzioni locali accetteranno in silenzio anche questa spoliazione.


Sebastiano Calella