L'INCHIESTA

Reati fiscali e sponsorizzazioni illeciti, processo per i Maio

Accusati in 8 tra cui il patron e presidente Virtus Lanciano

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Valentina Maio

Valentina Maio

LANCIANO. Le accuse sono quelle di evasione fiscale e illecite sponsorizzazioni a società sportive.

Cinque componenti della famiglia Maio dell'omonimo gruppo operante nel settore rifiuti ed ambiente e proprietario della Virtus Lanciano - serie B di calcio -, e altre tre persone sono stati rinviati a giudizio dal gup di Lanciano, Flavia Grilli.
Si tratta del patron del gruppo Maio, Francesco, dei figli Valentina e Guglielmo, rispettivamente presidente e vicepresidente della società di calcio rossonera, e delle nipoti Francesca e Gabriella; del team manager della Virtus, Guerino Diomede; di Vincenzo Fiore di Altamura (Bari), socio della Bleu srl, controllata del Gruppo Maio, e di Francesco Laterza, anche lui di Altamura.
Quest'ultimo risponde solo dell'emissione di una falsa fattura in relazione all'operazione di sponsorizzazione di una società di volley. A far scattare le indagini nel 2009 era stato Giovanni Maio, fratello di Francesco, denunciando di essere stato estromesso in maniera illecita dalla società di rifiuti Bleu srl - che gestisce la discarica di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) - di cui era socio al 39%.
Ad essere contestate da Giovanni Maio erano le delibere di cessione, nel settembre del 2008, di quote della Bleu srl, alcune delle quali detenute da Diomede e Fiore, alla Santacroce SpA.
Secondo l'accusa l'evasione fiscale riguardante gli anni 2006 e 2007 sarebbe pari a circa 700 mila euro su un fatturato complessivo di 2,4 milioni di euro. Dalla Bleu srl sarebbero arrivate le sponsorizzazioni alla Virtus Lanciano per 1,5 milioni di euro nel 2008 e 3,5 milioni di euro nel 2009; alla società pugliese Volley Jogging per 80 mila euro nel 2009. Il processo si terrà il 7 novembre 2013.