IL CASO

Pescara, il Comune contro le timbrature fasulle e l’uso ‘privato’ di pc e telefoni

Possibili anche le ispezioni all’interno della posta elettronica

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Pescara, il Comune contro le timbrature fasulle e l’uso ‘privato’ di pc e telefoni

PESCARA. Nuove regole. Anzi, regole vecchie che però adesso dovranno essere rispettate.

Simona Di Donato, Anita Palma e Luisa Cascella sono le tre responsabili del l’Ufficio ispettivo del Comune nato per controllare i dipendenti (arrivano dall’Ufficio del personale).
A loro il compito di vigilare e verificare che gli impiegati pubblici si muovano regolarmente e i cartellini vengano timbrati in modo corretto. L’aria a Palazzo di città si fa pesante, la sensazione è che per troppo tempo si sia chiuso un occhio e d’ora in poi sarà vietato sgarrare. Alcuni dipendenti sbuffano e non ci stanno a passare come «truffatori» a causa di alcuni più sfaticati di altri.
Ma l’iniziativa è stata presa dal direttore generale Stefano Ilari dopo alcune segnalazioni di presunte irregolarità nella timbratura dei cartellini e arriva a qualche settimana di distanza dalla circolare inviata ai dipendenti con la quale si chiedeva di non abusare della pausa caffè.
D’ora in poi i dipendenti che dovranno uscire da Palazzo di Città per esigenze di servizio «dovranno prioritariamente acquisire la relativa autorizzazione dal dirigente o dal responsabile di servizio».
Lo stesso trattamento vale anche per tecnici informatici, messi notificatori e avvocati. Questi ultimi dovranno annotare l’uscita dalla propria sede abituale di lavoro su un apposito registro interno. In una circolare interna Ilari ricorda a quanti non lo sapessero che «è assolutamente vietato effettuare la timbratura in entrata e poi provvedere a parcheggiare il mezzo con il quale si è giunti sul posto di lavoro».
Il direttore generale ha rispolverato anche regole basiche come l’uso di telefoni e computer è riservato «esclusivamente» per il lavoro. Si ricorda anche che «non potranno essere effettuate telefonate personali urbane, interurbane e verso i cellulari. La casella di posta elettronica dovrà essere utilizzata solo per fini istituzionali. Il personale dell’ufficio ispettivo potrà chiedere durante la verifica di visualizzare la predetta casella e il dipendente avrà l’obbligo di favorire l’operazione».
«Va bene i controlli contro gli assenteisti, ma non non mi sembra giusto far passare i dipendenti del Comune di Pescara come truffatori o comunque sfaticati», commenta il capogruppo di Fli Massimiliano Pignoli. «Questa iniziativa, se da una parte vuole giustamente punire gli assenteisti e chi non fa il proprio dovere, dall'altra getta però discredito sui tantissimi dipendenti comunali che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con passione, serietà e competenza. Il Comune di Pescara non è una caserma. Il rispetto delle regole deve andare di pari passo con il rispetto della persona, e il controllo delle caselle di posta elettronica assomiglia molto ad una palese violazione della privacy che non può essere permessa».