L'INTERCETTAZIONE

Truffa confessata al telefono. Mediass:«esternazioni senza fondamento. Ecco perchè»

La società di brokeraggio assicurativo interviene dopo le reazioni innescate da una intercettazione telefonica

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Truffa confessata al telefono. Mediass:«esternazioni senza fondamento. Ecco perchè»

Il San Salvatore il giorno del terremoto

ABRUZZO. Millanterie, imprecisioni, frasi decontestualizzate e soprattutto nessuna notizia di reato.

Non si smorzano le reazioni alla intercettazione telefonica diffusa da Codici nei giorni scorsi che vede protagonisti il difensore civico dell’Unione dei Comuni “Unica”, Manuela Pierdomenico, già sindaco di Pianella, e l’attuale primo cittadino del paese pescarese, Giorgio D’Ambrosio.
«Ma ti rendi conto questo pezzo di m.... di Di Primio (sindaco di Chieti), centrodestra», dice la donna al telefono con D’Ambrosio, «gli abbiamo fatto prendere 3 milioni e mezzo di euro, io sono andata a fare la liquidazione con la compagnia Reale Mutua, 3 milioni e mezzo gli abbiamo fatto prendere, gli abbiamo detto che il danno era per il terremoto mentre il danno era pregresso, il palazzo del Comune, sta per cadere, abbiamo fatto la frode per fargli vedere guarda sindaco ti stiamo dando 3 milioni e mezzo per la città…».
Ma ci sono anche evidenti notizie false contenute nelle chiacchiere maldestre al telefono come la presunta mancanza di polizza per l’ospedale de L’Aquila cosa in realtà non vera visto che la Asl dal 2005 aveva stipulato il contratto che assicurava anche danni per il terremoto.
Sulla vicenda interviene oggi anche la società Mediass Spa che era stata citata in quanto la Pierdomenico ha rapporti di lavoro con questa società che poi è entrata nel mirino del consigliere regionale Maurizio Acerbo il quale ha fatto notare che la gran parte dei Comuni del Pescarese ha contratti con la Mediass.
 «La signora Pierdomenico», fa sapere la società pescarese, «è una collaboratrice esterna dell’azienda e svolge la sua attività in maniera occasionale e non prevalente rispetto alle altre attività nelle quali risulta impegnata, e come tale non ha accesso a nessuna delle informazioni sensibili riguardanti i clienti. Inoltre Pierdomenico non ha avuto e non avrebbe potuto avere nessuna possibilità di gestire i clienti, ne’ nella fase contrattuale né in quelle successive, essendo queste attività, come è noto, esclusivamente riservate a persone iscritte all’Albo dei broker assicurativi, sulla base di un preciso percorso formativo e professionale previsto dalle leggi in materia; come è possibile verificare sul sito dell’Isvap, la signora Pierdomenico non risulta essere iscritta ad alcun Albo»

La Mediass fa inoltre notare che tutte le polizze assicurative di cui si è parlato sono state appaltate alle compagnie assicurative con gare europee svoltesi negli anni precedenti, «quindi con la massima forma di trasparenza ed evidenza pubblica nel quale vengono messe a concorrenza le proposte di diverse compagnie. Ne consegue, quindi, che le compagnie di assicurazione, nel rispondere alla gara, hanno accettato e previsto le clausole contrattuali proposte e quindi anche quella relativa al terremoto»
Altro punto sul quale la società di brokeraggio focalizza l’attenzione è l’evidente interesse delle compagnie assicurative a pagare il meno possibile gli indennizzi poiché il loro profitto è dato dalla differenza tra i premi incassati e gli indennizzi pagati.
Per quanto riguarda l’ospedale de L’Aquila poi anche sui giornali si parlò di periti che vennero a L’Aquila dopo il terremoto per prelevare campioni di cemento del nosocomio parzialmente crollato e solo mesi dopo arrivarono i 47mln di euro per i danni subiti dalla Asl de L’Aquila.
 Per quanto riguarda l’attività di mediazione assicurativa invece la gestione della pratica del sinistro viene regolata direttamente tra cliente e compagnia di assicurazioni mentre il ruolo del broker è quello di assistere il cliente nei rapporti con la compagnia «al fine di una corretta, equa e rapida valutazione e liquidazione del danno»
«Ci preme evidenziare», aggiunge la nota, «che Mediass in pochi anni ha raggiunto il 30esimo posto nella classifica dei broker italiani, con circa 15 mila clienti (il 2% dei quali appartenenti alla Pubblica Amministrazione), grazie al lavoro quotidiano di circa 200 persone (di cui la metà in Abruzzo) che operano in 15 filiali distribuite in 10 regioni. Nonostante la dimensione ormai nazionale, Mediass conserva la testa e il cuore in Abruzzo, territorio nel quale è nata e che sicuramente continua a rappresentare un suo importante mercato di riferimento. Sorprende il fatto che, anziché considerare quindi Mediass come esempio virtuoso  dell’imprenditoria abruzzese c’è chi, nel mettere in dubbio la correttezza dell’operato aziendale, esprime giudizi fortemente lesivi della sua reputazione, reputazione che non esiteremo a difendere nelle sedi opportune perseguendo chiunque attenti alla nostra onorabilità».