LA DECISIONE

Piscina provinciale, tempo scaduto per l’associazione Orione. Contratto risolto

«Inadempienze per 350 mila euro»

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Piscina provinciale, tempo scaduto per l’associazione Orione. Contratto risolto
PESCARA. Il contratto è stato risolto, ora manca solo la restituzione delle chiavi.

Con un provvedimento a firma della dirigente Nicoletta Bucco (settore Edilizia scolastica, pubblica istruzione e biblioteca provinciale) la Provincia di Pescara ha accertato la risoluzione del contratto con l'associazione sportiva dilettantistica Orione Pescara, che gestisce la piscina annessa all'Istituto Volta di Pescara.
Con lo stesso provvedimento l'associazione stessa è stata diffidata a riconsegnare immediatamente alla Provincia l'impianto natatorio, libero da persone e cose, unitamente alle chiavi.
Le inadempienze dell'associazione erano state rese note nelle scorse settimane dall'assessore competente, Fabrizio Rapposelli, il quale aveva ricordato che l'associazione ha vinto la gara pubblica relativa alla gestione della piscina provinciale impegnandosi a versare annualmente un canone di 8.000 euro circa (dal mese di aprile 2011) e ad effettuare, inoltre, una serie di adempimenti previsti dal bando stesso, come la volturazione di tutte le utenze.
Inoltre l'associazione si era impegnata in sede di gara ad effettuare dei lavori di miglioria all'interno della piscina per un importo rilevante, pari a 250mila euro.
L'associazione ha omesso di versare il canone per tutto il 2011 e per il 2012, non ha ottemperato agli adempimenti previsti, non ha eseguito le opere in virtu' delle quali si e' aggiudicata la gara e la Provincia ha pagato le bollette di acqua, luce e gas dell'impianto (per un importo di centomila euro circa).
A nulla sono valsi i tentativi del consigliere dell’Idv Camillo Sborgia di far indietreggiare la Provincia.
Già dal mese di marzo scorso l’ente aveva sollecitato l’associazione a fornire la documentazione che attestasse il versamento del canone del 2011 ma nessuna risposta è arrivata. A maggio l’associazione ha formalizzato la necessità di voler procedere ad una compensazione dei debiti mediante la quantificazione dei costi sostenuti. Ulteriori problemi sono stati segnalati quando il dirigente scolastico del Volta ha segnalato la presenza di estranei in piscina anche in mattinata, orario esclusivamente dedicato alla scuola, come da contratto. A settembre l’ennesima diffida per saldare i debiti, fino alla diffida formale di qualche settimana fa.
«Si ritiene opportuno e improcrastinabile», scrive la dirigente, «nel rispetto dei principi di trasparenza, equità ed imparzialità dell’azione amministrativa, procedere all’accertamento della risoluzione di diritto per inadempimento del contratto». 

INADEMPIENZE PER 350 MILA EURO, «UN RISCHIO PER LA PROVINCIA»
«Pur dando per buone le contestazioni dei tecnici della provincia nei confronti del gestore», commenta Camillo Sborgia (Idv), «ritengo che prioritario sarebbe stato garantire un servizio così importante alle fasce meno abbienti della nostra città ed a quanti, giovani e disabili, ne usufruiscono quotidianamente. Non è sopportabile che per problemi di terzi a pagare siano loro, per tanto annuncio che sono pronto ad allestire un presidio nell’impianto fino a quando la maggioranza in provincia non si renderà disponibile ad un confronto risolutivo per garantire alle decine e decine di utenti della piscina provinciale la continuità del servizio».
«Non c'è niente di politico nelle vicende contrattuali che riguardano la piscina provinciale», assicura intanto l’assessore provinciale Fabrizio Rapposelli. «I contratti vanno solo rispettati per cui va da sé che non ci sono decisioni politiche da assumere in merito ai contratti. Insomma non esiste alcuna posizione politica di questa amministrazione nei confronti né del gestore né dell'utenza della piscina e la procedura avviata dalla dirigente Nicoletta Bucco può essere bloccata solo se esistono idonee motivazioni tecniche. Sanno bene i rappresentanti di Pd comunale e Idv che l'amministrazione potrebbe essere chiamata a rispondere dinanzi alla Corte dei conti in merito a questa vicenda (l'importo complessivo delle inadempienze si aggira sui 350mila euro) per cui sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni e studiare con attenzione tutta la documentazione, prima di lanciare appelli che non hanno alcun fondamento tecnico».

PESCARA. PISCINA PROVINCIALE DELIBERA