BIBITA AMARA

Abruzzo. Coca Cola Oricola, sciopero ad oltranza ad Oricola

40 dipendenti hanno incrociato le braccia

Redazione Pdn

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La protesta davanti la fabbrica

ORICOLA. Sciopero a oltranza dalle ore cinque di questa mattina davanti allo stabilimento Coca Cola di Oricola.




A proclamarlo la Flaica Cub Roma che dice no al piano di riorganizzazione aziendale che la multinazionale americana sta attuando in tutta Italia e che adesso colpisce i lavoratori abruzzesi. «Proprio in Abruzzo ben cinque dei sei stabilimenti Coca Cola sono stati chiusi – spiega in una nota il sindacato – e ora nel mirino dei vertici aziendali è finita la sede di Oricola con una politica di tagli e esternalizzazioni inaccettabili».
All’alba di stamani erano già oltre 40 i dipendenti dello stabilimento ad aver incrociato le braccia per dire basta alla riduzione di costi che sta mettendo in atto l’azienda. «E’ assurdo – spiega Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della Flaica Cub Roma – che la Coca Cola, dopo aver beneficiato in Abruzzo di tutte le agevolazioni fiscali possibili, a cominciare dall’uso gratuito delle risorse idriche, ora a fronte di un lieve calo degli utili, si rifaccia sulla pelle dei lavoratori».
Il sindacato dice un fermo no all’ipotesi di far confluire i dipendenti della logistica in una cooperativa: «E’ una scelta miope che contraddice non solo le promesse di potenziamento dell’unico stabilimento Coca Cola rimasto in Abruzzo, ma anche i risultati aziendali conseguiti in quest’ultimo anno (ben 30 milioni di litri prodotti in più rispetto al richiesto)».
«La multinazionale – aggiunge Desiderati – per fronteggiare la crisi non trova strada più semplice da percorrere che quella di penalizzare i propri dipendenti attraverso una riorganizzazione del personale».
La Flaica Cub Roma è sul piede di guerra e promette battaglia: «Lo sciopero proseguirà a oltranza. Il nostro presidio rimarrà qui almeno fino a quando non arriverà qualche segnale di apertura al confronto da parte della multinazionale. Inoltre, siamo già pronti a spostare la protesta con iniziative anche eclatanti a Roma».
«Nell'incontro previsto per il 18 dicembre prossimo, a Milano», affermano Fai-Cisl, Uila-Uil ed Rsu, «sarà affrontata la difficile situazione del gruppo Coca-Cola, che ha uno stabilimento anche ad Oricola. Se dal vertice non emergeranno risposte chiare e concrete sul futuro dell'azienda e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, valuteremo nuove iniziative di protesta da intraprendere. Abbiamo già risposto con due giornate di sciopero, a novembre», affermano i sindacati, «alla decisione dell'azienda di riorganizzare il reparto logistica. Decisione che potrebbe comportare il licenziamento di una quarantina di lavoratori della fabbrica di Oricola, su un totale di 150. L'iniziativa di protesta ha portato i vertici aziendali ad avviare una trattativa con le segreterie nazionali, territoriali e il coordinamento delle Rsu. La nostra posizione è chiara», incalzano Fai-Cisl, Uila-Uil e Rsu, «il gruppo Coco-Cola deve garantire l'occupazione e il salario dei lavoratori, oltre a rafforzare lo stabilimento marsicano. In mancanza di tali assicurazioni e di un valido piano di rilancio, si aprirà una nuova fase di mobilitazione generale».