LA SENTENZA

Inchiesta Roccaraso, assolto il poliziotto che arrestò il sindaco Valentini

L’accusa era quella di abuso d’ufficio

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Inchiesta Roccaraso, assolto il poliziotto che arrestò il sindaco Valentini
CAMPOBASSO. Confermata anche in appello a Campobasso l'assoluzione per Massimiliano Mancini.

Il poliziotto abruzzese indagò sul sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, morto poi suicida in carcere nel 2004. L'arresto del primo cittadino avvenne a Francavilla due giorni prima della sua morte con l'accusa di concussione e calunnia. La famiglia di Valentini, però, non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio.
L'accusa nei confronti di Mancini era quella di abuso d' ufficio (i processi di primo e secondo grado si sono tenuti in Molise perché nella vicenda fu coinvolto un magistrato). Secondo la procura avrebbe manipolato le accuse contro il sindaco per un risentimento personale nei suoi confronti. Il riferimento è al contenzioso che era nato su un locale che la madre di Mancini aveva preso in affitto dal nonno del sindaco.
Al termine del processo d'appello, che si è concluso ieri pomeriggio, il poliziotto ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee.
«Ho dovuto eseguire un ordine - ha detto davanti alla Corte - questa indagine non l'ho voluta io. Il mio dirigente mi diede degli ordini e io non mi sono potuto sottrarre perché non c'era motivo e perché se lo avessi fatto avrei subito un procedimento disciplinare».
Mancini si è poi difeso dall'accusa di aver agito contro il sindaco perché c'erano contrasti tra la sua famiglia e il primo cittadino per un contenzioso dovuto ad un locale preso in affitto. «Non ci siamo inventati nulla contro Valentini - ha affermato - e io non sapevo dei contrasti tra lui e i miei familiari perché non vivevo con loro».
I giudici hanno emesso il verdetto, che conferma quello di primo grado, dopo una breve camera di consiglio.