CHIRURGIA

Convenzione Chieti - Tokyo. Studenti e specializzandi di chirurgia in Giappone

«Esperienze con chirurgo noto in tutto il mondo»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2132

Convenzione Chieti - Tokyo.  Studenti e specializzandi di chirurgia in Giappone

CHIETI. Qualche mese fa per interessamento del professor Mario Di Gioacchino, è stata stipulata una convenzione tra il nostro Ateneo e la Kitasato University di Tokyo.

Per effetto di tale convenzione  due studentesse di medicina, Diletta Frazzini ed Elena Andreassi Marinelli, si sono recate in Giappone e hanno frequentato per due mesi i corsi di studio della facoltà di medicina e i reparti di gastroenterologia, neurologia e chirurgia.
Da qualche tempo è a Tokio  Roberta Dimalio, specializzanda in chirurgia generale, che rimarrà in Giappone per almeno 6 mesi.
«La dottoressa Dimalio sta frequentando - dice il professor Paolo Innocenti direttore della scuola di specializzazione in chirurgia - il reparto diretto dal professor Shinichi Sakuramoto, noto in tutto il mondo per le tecniche innovative nell’ambito della chirurgia laparoscopica del cancro dello stomaco. La tappa successiva sarà il reparto diretto dal professor Masahiko Watanabe esperto di chirurgia colo-rettale e noto per la chirurgia laparoscopica. Roberta sta dimostrando coraggio perché adattarsi a un ambiente così lontano dalle nostre abitudini culturali non è proprio così facile. Tuttavia sono certo che questa esperienza la arricchirà dal punto di vista umano e soprattutto professionale».
«I miei specializzandi - continua il professor Innocenti - fanno  esperienze di lavoro in tutto il mondo. Di recente è rientrato dalla Francia Luca Vitale che a Strasburgo ha frequentato per un anno un reparto universitario noto per la chirurgia dell’esofago. La internazionalizzazione è una caratteristica della scuola di specializzazione da me diretta tanto che ho inserito nel regolamento didattico il fatto che lo specializzando possa trascorrere un periodo da 6 mesi a un anno all’estero. Ritengo infatti che frequentare le più prestigiose università straniere rappresenti per i nostri giovani una esperienza altamente formativa».