DIFENSORE POCO CIVICO

Dopo l’intercettazione shock: «via il difensore civico da Pianella»

La richiesta arriva dall’opposizione in Comune. I dubbi sulle forzature di D'Ambrosio

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Manuela Pierdomenico

Manuela Pierdomenico

PIANELLA. Se Spoltore è uscito da un anno dalla unione dei Comuni e dunque non usufruisce più dei servigi del difensore civico, a Pianella l’opposizione ne chiede immediatamente le dimissioni e la revoca.
La decisione è arrivata a seguito della intercettazione di Manuela Pierdomenico al telefono con il primo cittadino di Pianella, Giorgio D’Ambrosio.
Durante la conversazione i due parlano dei danni del terremoto del 6 aprile 2009 e Pierdomenico racconta al sindaco di essere riuscita a far arrivare 3,5 milioni di euro a Chieti truffando l’assicurazione.
L’associazione Codici ha inoltrato un nuovo esposto alla magistratura e ha chiesto al Comune di Montesilvano, Spoltore e Pianella di rimuovere il difensore Civico.
Da Pianella arriva la prima richiesta: è il capogruppo del Pdl-Udc, Sandro Marinelli, che si è fatto promotore, insieme ad altri consiglieri comunali, di una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per ottenere nel più breve tempo possibile la revoca.
«In realtà - spiega Marinelli in una nota - quella della nomina della Pierdomenico a difensore civico è una vicenda che sin dall’inizio ha presentato delle gravi incongruenze ed ha dato luogo a delle forzature regolamentari che, a suo tempo, grazie anche all’apporto del consigliere comunale Antonio Berardinucci, delegato per il gruppo di minoranza nell’assemblea di Unica, abbiamo anche portato all’attenzione delle autorità inquirenti».
Secondo quanto riferisce il capogruppo della minoranza «è apparso subito anomalo che la prima e unica preoccupazione di D’Ambrosio, una volta insediatasi la nuova assemblea di Unica, fosse quella di assicurare il rinnovo dell’incarico lautamente remunerato alla signora Pierdomenico ed ancora più singolare che ad oggi esista un organismo partecipato da numerosi comuni che ha come unica funzione quella di pagare lo stipendio del difensore civico».
Difatti il sindaco di Pianella, propose come primo atto del suo mandato all’assemblea convocata per il 6 ottobre 2009  la “proroga” dell’incarico quinquennale al difensore civico di Unica in carica, Manuela Pierdomenico, già sindaco di Pianella, allegando una missiva nella quale la stessa si dichiarava disposta a fare uno “sconto” all’Ente pubblico, accettando di ridurre il compenso da € 3.000 a 2.700 mensili.
Nel corso dell’assemblea il consigliere comunale di Pianella, Antonio Berardinucci, contestò fortemente la legittimità e l’opportunità di tale procedura, richiedendo la effettuazione di un nuovo bando, anche perché il precedente, al contrario di quanto sostenuto da D’Ambrosio e dal segretario non era “prorogabile”.
L’Assemblea, tenutasi al Comune di Pianella, si divise e la proposta di D’Ambrosio venne respinta per un voto, decidendo la maggioranza per la redazione di un nuovo bando e la seduta si sciolse intorno alle ore 20.
Mentre si attendeva, dunque, da parte dei componenti dell’assemblea, la nuova convocazione per discutere sulle caratteristiche di un nuovo bando o, meglio, la formazione di un regolamento che ponesse fine a simili disguidi, giunse la convocazione per l’assemblea del 4 novembre 2009 con oggetto di nuovo la nomina del difensore civico.
Seguirono contestazioni scritte in un fax inviato al presidente ed al Segretario di Unica da parte di 6 componenti dell’Assemblea (tutti quelli di Montesilvano e due di Pianella e Spoltore), per richiedere il rinvio della seduta.
Nella successiva assemblea che si tenne comunque molti consiglieri abbandonarono l’aula.
«Nonostante vi fossero altri aspiranti che peraltro esercitavano la professione di avvocato», ha commentato Marinelli, «la scelta è ricaduta di nuovo sulla persona forse meno adatta di tutte a ricoprire quel ruolo. Oggi alla luce di quanto riportato dagli organi di stampa, certe assurde forzature rilevate nell’iter di nomina diventano meno oscure e rimane l’amarezza per il quadro di degrado che, a prescindere dalle responsabilità penali che la magistratura dovrà accertare, emerge dal tono e dal contenuto delle conversazioni. Di certo la signora Pierdomenico, ha chiaramente mostrato di non avere i necessari requisiti di moralità e indipendenza che il ruolo di tutore dei cittadini richiede e, pertanto, deve essere al più presto sollevata dall’incarico, come auspichiamo vogliano fare tutti gli altri Comuni appartenenti ad UNICA con analoga iniziativa. Del pari il sindaco D’Ambrosio, visto quanto emerso, non potrà di certo continuare a presiedere le assemblee dell’ente quando si discuterà della revoca del difensore civico».