(R)ASSICURAZIONI IMBARAZZANTI

Truffa confessata al telefono: polemiche sul «monopolio della Mediass»

Marzetti: «a L’Aquila soldi arrivati in tre tranches»

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Truffa confessata al telefono: polemiche sul «monopolio della Mediass»

Piazza Troilo sede della Mediass

PESCARA. Sarebbe bastato un difensore civico che si accusa di aver organizzato un truffa.

Dalle intercettazioni rese pubbliche dall’associazione Codici invece sgorgano una serie di domande e richieste di chiarezza.
Nel rapporto della Digos, che chiedeva di poter approfondire alla procura cosa ci fosse di vero, emergono fatti di enorme gravità a prescindere dalle responsabilità penali e di reciproca connivenza. Se può essere “stridente” il colloquio del difensore civico Manuela Pierdomenico rispetto alla sua carica lo è ancora di più il fatto che il sindaco Giorgio D’Ambrosio (che ha raccolto via telefono la ‘confessione’) non denunci, non approfondisca, non senta il dovere di fare chiarezza, nonostante a parole si sia sempre dichiarato innocente rispetto ai procedimenti a suo carico ancora in corso.
Dalla telefonata emerge anche che qualcosa sia successo anche a Pianella dove una chiesa che si è detto danneggiata dal terremoto è stata abbattuta.
«Abbiamo fatto la frode», dice il difensore civico, parlando dei 3,5 milioni di euro fatti arrivare a Chieti dopo il terremoto. Soldi arrivati perché «gli abbiamo detto che il danno era per il terremoto mentre il danno era pregresso».

MEDIASS PIGLIA TUTTO
A focalizzarsi sulla società di brokeraggio assicurativo Mediass spa di Pescara (dove Pierdomenico è broker) è il consigliere Maurizio Acerbo (Rc) che promette battaglia e una prossima interrogazione consiliare.
«Come mai tutti i comuni della Provincia di Pescara sono assicurati con la Mediass», si domanda fornendo numeri schiaccianti: «43 Comuni su 46».
Come è possibile?
Che per caso c’entri la politica? A parte le voci, le malignità di “sponsorizzazioni” politiche della società, quello che è possibile ricostruire dagli elementi noti sono alcune connessioni che di sicuro mettono in relazione la società e la politica. La Mediass spa compare per esempio nella inchiesta “Ground zero” che vede indagati Italo Mileti e Claudio D’Alesio.


L’INCHIESTA GROUND ZERO
Italo Mileti è stato assessore in quota Forza Italia nella giunta di Giovanni Pace, ex ufficiale della Aereonautica, è mediatore e procacciatore di affari, consulente della Mediass Gpa.
Dalle carte dell’inchiesta emerge che i due indagati avrebbero avuto interessi nell’ambito di un appalto della Asl de L’Aquila che secondo la procura sarebbe stato pilotato.
In quella inchiesta furono indagati anche l'avvocato Giuseppe Cichella, già difensore di Mileti e D'Alesio, il funzionario regionale Enzo Mancinelli e il titolare della Mediass, Francesco Pirocchi.
Mileti, D'Alesio, Cichella e Pirocchi, secondo l'accusa avrebbero promesso e fatto ottenere a Mancinelli, in contropartita di atti contrari ai doveri d'ufficio, l'assunzione della figlia avvocato presso lo studio di Cichella, per la durata di un anno e con l'intesa che il denaro per le retribuzioni fosse pagato dalla società di Pirocchi la Medias Spa.
In particolare si sarebbe scoperto che Mancinelli in una gara pubblica per l'affidamento dell'attività di brokeraggio per le Asl abruzzesi, per favorire la società di Pirocchi, con cui Mileti aveva un contratto, avrebbe escluso un'impresa concorrente.
La coincidenza evidente è che anche nella telefonata del difensore civico Pierdomenico si fa proprio riferimento ad un indennizzo e risarcimento relativo all’ospedale de L’Aquila.
«Come mai lo strapotere della Mediass?», incalza Acerbo, «Sono gli unici a fornire questo genere di servizi? Sono i più bravi? Con quali procedure gli viene aggiudicato il servizio? E’ vero che i comuni non pagano il servizio ma è evidente che se in questo campo non c’è “mercato”, competizione e comparazione ne possono derivare costi assicurativi maggiori per gli enti e quindi per i cittadini».
Da alcuni mesi al Comune di Pescara, invece, la Mediass non è più la società che assicura l'ente arrivata terza in graduatoria. La società di cui si parla oggi risulta anche tra i finanziatori del sindaco Luigi Albore Mascia.

IL MANAGER MARZETTI
Sulla vicenda interviene anche l’ex manager Asl L’Aquila Roberto Marzetti in carica fino a settembre 2009.
Nella telefonata il difensore civico dice di essere riuscita a portare nel capoluogo 50 milioni di euro per il risarcimento dell’ospedale San Salvatore.
«Il contratto di individuazione del Broker, a seguito di gara, fu stipulato alla fine del 2005 dal mio predecessore», spiega a PrimaDaNoi.it lo stesso Marzetti, «mentre i contratti assicurativi, su proposta formulata dello stesso broker, sono stati sottoscritti da me nel marzo 2006 e prevedevano, tra le altre cose, anche la copertura del rischio da eventi atmosferici e da terremoto, fino ad un importo massimo di 50 milioni di euro. Le motivazioni che ci spinsero a sottoscrivere queste clausole aggiuntive vanno ricercate nel verbale di collaudo dell'ospedale (che se non ricordo male era degli anni '80) in cui affermava che il sito su cui sorge l'ospedale è alluvionale, formato dai detriti del Monte Pettino, e che la stessa struttura poggia su un terreno instabile: limo, fango, ecc…). Naturalmente nessuno pensò allora al terremoto come evento probabile ma, molto più realisticamente ad alluvioni, fulmini, ecc»
Come è noto poi al verificarsi del terremoto i consulenti tecnici delle parti (Asl ed assicurazioni) si accordarono su un risarcimento di 47 milioni da erogarsi entro 60 giorni dalla definizione dell'accertamento (quando, invece, a termini contrattuali, le Assicurazioni avevano un anno di tempo per definire l'entità dei danni).
«In effetti i pagamenti avvennero, poi, in tre trance», aggiunge Marzetti, «una prima di 5 milioni a luglio ed il resto in parte a settembre ed in parte ai primi di ottobre del 2009. Nel frattempo il mio incarico era cessato ( 30 settembre 2009). Naturalmente tutti gli atti relativi sono depositati presso la Asl».