DEBITI PUBBLICI

Francavilla: troppi debiti, rischio dissesto. E scoppia il caso del Carnevale

Rammarico del primo cittadino per la scarsa trasparenza della manifestazione

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Francavilla: troppi debiti, rischio dissesto. E scoppia il caso del Carnevale
FRANCAVILLA. Il Tar Pescara ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Francavilla al mare contro la sanzione del Prefetto di Chieti per errori nel bilancio.

Slitta così al prossimo 9 maggio la discussione per la mancata certificazione della copertura del costo di alcuni servizi. Però per ammissione della stessa prefettura -come si legge nella ordinanza - si è trattato solo di una svista, di un errore materiale facilmente sanabile. Basterà questa (piccola) buona notizia a risollevare il morale della Giunta Luciani, alle prese con la voragine dei debiti che arrivano ormai quasi a 10 mln di euro?
Da quello che se ne sa, di fronte a questo problema il sindaco Antonio Luciani  ha solo due soluzioni ed un timore inespresso. Le soluzioni sono: o l’amministrazione “ce la fa” o… “ce la fa.” Non c’è infatti via di mezzo per evitare il dissesto che non è una parola neutra. Perché se è vero che arriva il commissario e gli amministratori se ne tornano a casa, per i cittadini il dissesto ha risvolti pratici molto pesanti, come l’aumento delle tariffe.
Ed anche Luciani per ripianare i debiti – se non troverà altre coperture – sarà costretto ad aumentare l’Imu sulla prima casa, il costo delle mense e dei servizi a domanda individuale e la Tarsu (come si legge nello schema che pubblichiamo e che riassumeva i debiti prima che arrivasse l’ultimo dell’Alento gas). In verità al momento del suo insediamento, il sindaco Antonio Luciani sembrava più fiducioso nella possibilità di raddrizzare il bilancio comunale. Ora però dopo le ultime tegole della Banca Ifis e dell’Alento gas, prende corpo il suo timore: quello di passare alla storia come “il sindaco del dissesto”, anche se non ne ha alcuna responsabilità. Infatti, scorrendo questo schema, il buco milionario sembra nascere per la maggior parte durante il lungo regno di Roberto Angelucci e dei suoi assessori. Antonio Luciani come Mario Monti, ritenuto  responsabile di tutti i guai dopo un solo anno di governo? In realtà il sindaco di Francavilla ha cercato di ristabilire una certa normalità nella gestione della cosa pubblica, dando un colpo al cerchio ed un altro alla botte per non affondare alla prima bufera. Vedi certe scelte urbanistiche, come il cambio di destinazione d’uso degli alberghi, o il contributo – questa estate - di 6 mila euro per il patrocinio oneroso della festa della Madonna del Carmine al rione Foro. Sono le vecchie usanze amministrative dure a morire, contro le quali il sindaco si scontra quando cerca di “innovare” anche nel nome della trasparenza. Come nel caso del Carnevale d’Abruzzo, che il sindaco voleva far crescere fuori dalle vecchie logiche clientelari, ma senza riuscirci. Lo racconta lo stesso Luciani nella sua pagina Facebook.
«Volevo valorizzare questa manifestazione ed ho supportato in molti modi la locale Associazione, tanto che la scorsa edizione ha ottenuto un discreto successo – dice il sindaco - da cittadino mi sono sempre chiesto perché questa manifestazione non è riuscita a crescere negli anni come invece è successo in altre note località italiane. La risposta è arrivata ed in completa ed aperta trasparenza voglio condividerla con voi». In sintesi la storia è questa: convocazione di Nicola De Francesco, presidente dell’Associazione Carnevale d’Abruzzo, richiesta di conoscere l’attività amministrativa, organizzativa ed economica della manifestazione «non rendicontata  alla cittadinanza tutta».


«Ho appreso che l’Associazione è stata costituita nel 2009 da 5 associati, oggi diminuiti a 4, e che il presidente è scaduto in questo anno. Ho chiesto – continua il sindaco - di allargare la base associativa inserendo nello Statuto l’incompatibilità dei consiglieri comunali per non politicizzare il Carnevale. Poi ho proposto di far entrare tutti i presidenti delle altre associazioni del territorio per trasformare il Carnevale in un momento di aggregazione totale. Ho fatto anche rilevare che l’Associazione non è iscritta all’albo comunale e che non ha un responsabile marketing, un responsabile organizzativo, un responsabile artistico e così via. E così non sono stati raccolti dati precisi sui flussi di ingresso e si procede con un pizzico di approssimazione su molti aspetti. Queste le mie critiche costruttive per migliorare la gestione, illustrate circa 2 mesi fa in un’assemblea alla presenza del Presidente e di molti esterni, desiderosi di entrare e di apportare il loro contributo».
 Dopo due mesi di silenzio totale e qualche lamentela del sindaco, «si è presentato il presidente Nicola De Francesco che mi ha chiesto di fornirgli un nominativo da far entrare nel Consiglio direttivo».
«Caro presidente – ha risposto Luciani - io non le fornirò alcun nome e non mi occuperò più delle problematiche organizzative del Carnevale d’Abruzzo. Non cerco il controllo dell’Associazione con persone di mia fiducia, ma le ho offerto un’opportunità di crescita che non è stata capita. Informerò i cittadini e chiederò all’Associazione trasparenza sui soci e sui rendiconti. In bocca la lupo al Carnevale, con l’augurio che anche in queste cose Francavilla possa cambiare davvero».

Sebastiano Calella